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Fascicolo Sanitario Elettronico: lo usano 11 milioni di italiani

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April 9, 2019

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Fascicolo Sanitario Elettronico: lo usano 11 milioni di italiani

Oltre 11 milioni di italiani hanno aperto un proprio Fascicolo Sanitario Elettronico e sono ben 19 le regioni in cui ciò è possibile. Ad oggi, sono stati così digitalizzati 239 milioni di referti.

Il fascicolo può consentire di avere a disposizione in qualsiasi momento i propri dati clinici in formato digitale, eliminando la documentazione cartacea, quindi permettendo risparmi di costo e una migliore accessibilità delle informazioni sanitarie da parte del paziente, nonché delle Asl e delle strutture ospedaliere e facilitando così anche gli interventi di cura ordinari e straordinari.

Quali documenti raccoglie il Fascicolo Sanitario Elettronico?

Attualmente il fascicolo elettronico può raccogliere una serie di documenti sanitari di base tra cui il profilo sanitario del paziente, i suoi referti, i verbali di pronto soccorso, le lettere di dimissione, i dossier farmaceutici e il consenso o diniego alla donazione degli organi e tessuti.

A questi documenti, in alcune Regioni, se ne stanno aggiungendo altri come ad esempio la raccolta delle cartelle cliniche, dei bilanci di salute, i programmi di assistenza domiciliare, piani diagnostico terapeutici, i certificati medici, le vaccinazioni, e altri ancora.

La messa a punto e l’implementazione dell’infrastruttura nazionale, degli standard e delle regole tecniche relative al Fascicolo sanitario elettronico coinvolgono una serie di attori istituzionali a cominciare dall’Agenzia per l’Italia Digitale – Agid, con il supporto di Cnr, il Mef, Ministero della Salute e le Regioni.

Il futuro del Fascicolo Sanitario Elettronico

Prossimo obiettivo dell’Agenzia per l’Italia digitale, in collaborazione con tutti gli altri attori istituzionali, sarà quello di favorire un’evoluzione del fascicolo sanitario elettronico come punto di accesso unico delle informazioni cliniche del cittadino, secondo il paradigma once only, in base al quale le pubbliche amministrazioni dovrebbero evitare di chiedere agli utenti informazioni già in precedenza fornite.

Il fascicolo potrà diventare lo strumento cardine per abilitare nuovi percorsi di cura e prevenzione personalizzati soprattutto per i malati cronici e gli anziani, anche in collegamento con i sistemi di telemedicina.

Nei mesi a venire l’Agid lavorerà alla definizione di nuove linee guida per migliorare e valorizzare la gestione dei dati che transitano su dispositivi medici, wearable device e fascicolo sanitario elettronico affinché possano integrarsi tra loro ed essere resi fruibili anche al mondo della ricerca.

In questo modo i dati potrebbero essere utilizzati infatti, sempre nel rispetto della privacy degli utenti, per studiare l’incidenza di determinate patologie sulla popolazione o per avviare programmi nazionali di prevenzione, anche con il supporto delle tecnologie emergenti di Intelligenza artificiale.

In questo contesto, l’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ICAR) è impegnato nella progettazione e validazione di modelli architetturali, formati di dati e piattaforme tecnologiche.

 

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