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Curare l’autoimmunità con l’omeopatia

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August 4, 2018

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Curare l’autoimmunità con l’omeopatia

In natura molte cose si somigliano. Le forme infatti si ripetono, abbiamo cose tonde, quadrate, ovali. Un esempio per tutti: la parte dell’orecchio che si chiama chiocciola ha al suo interno una spirale che è identica a quella di una conchiglia. Se questo è vero nel mondo del visibile lo è altrettanto nel mondo dell’invisibile, a livello delle strutture molecolari.

Le differenze ad es. fra la forma degli ormoni maschili e femminili sono quasi minime, in molti casi alcuni frammenti di proteine (le sequenze di ammino-acidi) che costituiscono la parte esterna di una qualsiasi ghiandola, nervo o parte del corpo umano sono identici al “rivestimento esterno” di sostanze o organismi estranei al corpo umano come batteri o virus (gli antigeni).

Così ad esempio le guaine di rivestimento dei nervi somigliano ad alcuni tratti dell’aspetto esterno del virus della Mononucleosi o del Campylobacter Jejuni, un batterio patogeno dell’intestino.

Mimetismo Molecolare e Malattie Autoimmuni

Queste somiglianze possono creare confusione ed indurre in errore gli anticorpi che circolano nel sangue che, confondendo l’aspetto di un virus che “mima” tratti dei componenti del corpo umano, aggrediscono noi stessi. In tal modo si sviluppa una malattia autoimmune innescata da un agente virale o batterico.

Questo fenomeno è noto in medicina con il nome di Mimetismo Molecolare o Molecular Mimicry.

Autoimmunità

Gli omeopati moderni, reinterpretando gli insegnamenti di Samuel Hahnemann alla luce delle recenti acquisizioni della immunologia, hanno osservato che in molte malattie croniche o su base autoimmunitaria – dimostrando la presenza di anticorpi nei confronti di agenti infettivi che “mimano” alcune parti del corpo umano – si può intervenire con la farmacologia omeopatica. Ciò al fine di riportare equilibrio nel sistema immunitario disinnescando aggressioni autoimmuni. In altre parole gli strumenti usati dall’individuo per difendersi dall’ambiente diventano una forma di auto aggressività per la presenza di antigeni in comune fra il sé e il germe.

Gli agenti infettivi, pertanto, sono costituiti da molecole “antigeniche” che mimano alcune strutture dell’organismo ospite, in modo che la risposta dei globuli bianchi (linfociti) indirizzata contro i patogeni coinvolga anche porzioni proprie del sé, generando autoimmunità.

Omeopatia e mimetismo molecolare

Hahneman aveva osservato che se una sostanza presa in dosi tossiche produce un sintomo, quella stessa sostanza “omeopatizzata” per successive diluizioni, diventa il rimedio farmacologico per eliminare quel sintomo presente in una malattia.

Analogamente la moderna omeopatia attraverso un’accurata raccolta dei sintomi ipotizza sulla base del mimetismo molecolare quale agente patogeno possa essere alla base dell’innesto infettivo di una malattia cronica o autoimmune.

Omeopatia e Laboratorio: una nuova frontiera

Dimostrata la presenza di anticorpi nei confronti di quell’agente patogeno viene scelto il rimedio omeopatico che in tossicità dia gli stessi sintomi della malattia causata dall’agente patogeno, così come espressi nel paziente, e in tal modo non solo la persona sta meglio, ma controllando nuovamente la presenza degli anticorpi nel sangue li ritroveremo diminuiti o scomparsi

Il Laboratorio Clinico Nomentano è il partner di numerosi omeopati che fanno capo all’Istituto Malattie Croniche “Samuel Hahnemann” www.omeoweb.com ed è in grado di ricercare gli anticorpi per i patogeni coinvolti nei meccanismi del mimetismo molecolare.

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Due parole sull'autore

Guido Cimatti

Laureato in medicina e chirurgia alla Università Cattolica del Sacro Cuore dove si specializza in Patologia Clinica. Nei primi dieci anni di attività professionale è stato il coordinatore dell’ambulatorio di Oncologia pediatrica del Policlinico Gemelli Clinica Moscati. Dal 1990 al 2017 è stato direttore del Laboratorio di Analisi Cimatti in Roma E’ stato fra i fondatori del Tribunale per i diritti del malato dove ha presieduto il Collegio Giudicante che proclamò nel Giugno 1980 in piazza del Campidoglio la prima Carta per i diritti del Malato. Dall’Agosto 2017 è Direttore del Laboratorio Clinico Nomentano in Monterotondo