Thursday, Aug. 22, 2019

Nanovettori alla ferritina per veicolare i farmaci anti tumore

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April 3, 2019

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Nanovettori alla ferritina per veicolare i farmaci anti tumore

Per veicolare nell’organismo i farmaci anti cancro in modo sempre più selettivo sarà possibile usare nanovettori basati sulla ferritina. Tali nanoparticelle potranno anche essere impiegate per combattere le infezioni virali.

Infatti, i ricercatori dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibpm) e dell’Università La Sapienza – utilizzando la rivoluzionaria tecnica della microscopia elettronica criogenica (Premio Nobel per la Chimica nel 2017) – sono riusciti a capire come la ferritina sia in grado di entrare nelle cellule. Lo studio è pubblicato su Nature Communications.

Ferritina: come funziona il trasportatore del ferro?

Questa tecnica ha permesso di visualizzare per la prima volta la ferritina, proteina di deposito e trasporto del ferro, in complesso con il suo recettore cellulare (CD71), rivelando le interazioni chiave mediante le quali le cellule incorporano il trasportatore del ferro ed il suo prezioso carico”, spiega Patrizia Lavia, direttore del Cnr-Ibpm.

Così Pierpaolo Ceci e Elisabetta Falvo, co-autori del lavoro e ricercatori del Cnr-Ibpm, hanno brevettato l’uso di nanoparticelle basate sulla ferritina, utilizzate in questo caso come ‘chiavi molecolari’ per le cellule tumorali.

Nanoparticelle per veicolare i farmaci anti tumorali

La definizione delle interazioni tra la ferritina e il suo recettore è un grande passo avanti: infatti, il recettore per la ferritina è molto abbondante proprio nelle cellule tumorali. Questa osservazione permette quindi di veicolare i farmaci chemioterapici selettivamente alle cellule tumorali, che espongono il recettore, risparmiando quelle sane. Queste ricerche hanno l’obiettivo di arrivare allo sviluppo di un sistema di rilascio dai farmaci di maggiore selettività e minore tossicità”, afferma Lavia.

Malaria e Parvovirus: bloccare la chiave molecolare

La struttura del complesso ha anche rivelato come il plasmodio della malaria ed i virus della famiglia dei ‘parvovirus’ utilizzino la stessa chiave molecolare per introdursi all’interno delle cellule, infettandole. Questo importante risultato permetterà di disegnare farmaci di precisione contro infezioni virali, oltre che nuovi nanovettori di farmaci per la terapia del cancro, dimostrando l’importanza dell’impegno del CNR a sviluppare nel nostro Paese questa metodica d’avanguardia”, conclude Lavia.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.