Sunday, Mar. 29, 2020

Perché lavarsi i denti almeno 2 volte al giorno?

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January 26, 2020

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Perché lavarsi i denti almeno 2 volte al giorno?

Sono 23 milioni gli italiani che soffrono di patologie parodontali. Nel mondo circa l’80% delle persone sopra i 30 anni presenta una forma di disturbo gengivale. Ovvero, 750 milioni di persone nel mondo soffrono di una patologia del cavo orale. I primi segni di disturbi gengivali includono rossore o gonfiore delle gengive, sanguinamento o comparsa di sangue dopo l’uso dello spazzolino, denti all’apparenza più lunghi e spazi più ampi tra i denti.

La grande maggioranza delle patologie odontoiatriche sono infettive: la carie, le lesioni endodontiche, i granulomi, la malattia parodontale sono tutti problemi infettivi. Ne consegue che il controllo dei batteri è la chiave di volta per fare una seria prevenzione in campo odontoiatrico.

Prevenzione Odontoiatrica: bisogna controllare i batteri

I primi processi di calcificazione avvengono in 24 ore, quindi non dovrebbero mai passare più di 24 ore senza aver disgregato i batteri presenti in bocca – spiega il Prof. Ugo Covani, Direttore dell’Istituto Stomatologico Toscano – IST – Dobbiamo eliminare quel substrato dove possano precipitare i sali di calcio, che creano le premesse per la formazione del tartaro e per la strutturazione di questi batteri che cominciano poi a innescare la gran parte delle patologie parodontali. In altri termini, bastano 24 ore senza lavarsi i denti per mettere a rischio la propria salute orale. In Italia non vi è ancora sufficiente attenzione per questo aspetto. Per colmare questa scarsa informazione serve prevenzione ed educazione verso i più giovani”.

Recarsi dal dentista 2 volte l’anno

Per una cura orale di base è opportuno recarsi dal dentista e/o dell’igienista dentale due volte all’anno – aggiunge la professoressa Annamaria Genovesi, Responsabile del Servizio di Igiene e Prevenzione orale dell’Istituto Stomatologico Toscano. - Inoltre, sarebbe auspicabile lavarsi i denti almeno due volte al giorno. Come riscontrato dai professionisti del settore, l’igiene interdentale pulisce l’85% del cavo orale, mentre il semplice spazzolino solo il 60%. Un’infezione del cavo orale può voler dire aggravamento di malattie sistemiche, anche letali. Numerosi studi certificano l’importanza dell’igiene orale per tutto l’organismo: ne trae beneficio il cuore, protegge dal diabete e dall’obesità, oltre che naturalmente da patologie come carie, gengiviti, parodontiti, perdita dei denti, di cui soffrono circa 23 milioni di italiani”.

Lavarsi i denti (almeno) 2 volte al giorno

La costruzione della salute è un percorso che dura tutta la vita. Occuparsi di salute significa divulgare corretti stili di vita, responsabilizzando il paziente a scegliere terapie personalizzate e condivise, che permettano di evitare, attraverso una particolare attenzione alla salute del cavo orale, un controllo sulla salute sistemica.

La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che alcune patologie del cavo orale, come ad esempio le malattie delle gengive e del parodonto, aumentino il rischio di contrarre alcune patologie sistemiche come il diabete e le patologie cardiovascolari – evidenzia la Professoressa Gianna Maria Nardi, Ricercatore all’Università Sapienza di Roma. – Sofisticate tecnologie permettono al professionista di offrire sedute di igiene professionale efficaci e confortevoli per il controllo del biofilm batterico, causa primaria dell’infiammazione gengivale. Ablatori ad ultrasuoni dotati di software di ultima generazione permettono di ottimizzare i risultati del trattamento di igiene professionale riducendo i tempi dell’operatività, controllando l’ipersensibilità dentinale, offrendo una migliore esperienza della prestazione al paziente. L’approccio moderno porta il professionista a modificare il metabolismo dei tessuti con nuovi approcci terapeutici definiti proattivi, come l’ozonoterapia e l’utilizzo di probiotici. Stessa attenzione va riservata alla scelta degli strumenti di igiene orale domiciliare, spazzolini manuali e/o meccanici, scovolini in silicone e colluttori che devono essere personalizzati in base alle differenti situazioni cliniche e anatomiche”.

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Due parole sull'autore

Alessia Gerli

Alessia Gerli ha studiato grafica all'IED di Roma ha esordito occupandosi di editoria nella rivista che ha raccontato la musica negli anni 80 e 90, Ciao 2001. In oltre vent'anni di attività si ė occupata di grafica pubblicitaria a tutto tondo, disegnando loghi e campagne. Appassionata calligrafa e amante dell'arte in tutte le sue diverse espressioni, da sempre ricerca la contaminazione tra questi mondi come fonte di ispirazione per i suoi progetti grafici.