Denti

Intarsi dentali per ricostruire i denti

Gli intarsi dentali possono essere considerati una via di mezzo tra un’otturazione e una capsula e possono essere la soluzione ideale nel caso di denti particolarmente compromessi o devitalizzati. Vediamo più da vicino di cosa si tratti.

Carie: purtroppo un problema diffuso!

La carie rappresenta la patologia più diffusa al mondo e purtroppo quasi ognuno di noi vi ha dovuto fare i conti almeno una volta nella vita. Le conseguenze di una carie possono essere la morte della polpa dentaria, le infezioni e in alcuni casi la perdita del dente troppo distrutto per poter essere devitalizzato o ricostruito.

Tuttavia una buona igiene orale e dei frequenti controlli dal dentista ci permettono, seppure non di evitare completamente il rischio di una carie, quantomeno di limitarne gli effetti ad una piccola o media perdita di struttura dentale. Questa potrà essere riparata dal dentista con una semplice ricostruzione (otturazione), previo naturalmente la rimozione di tutto il tessuto cariato.

Otturazioni: resina e ceramica le nuove soluzioni

otturazioni amalgama argento
Otturazioni in amalgama da rimuovere

L’amalgama d’argento, materiale di elezione per le otturazioni fino a circa 15 o 20 anni fa, è stata oggi completamente sostituita dai materiali estetici come le resine composite o le ceramiche, grazie a studi e ricerche condotte e sviluppate da un gruppo di ricercatori italiani, di cui l’autore si fregia di aver fatto parte.

Questi materiali rispetto all’amalgama d’argento hanno il vantaggio, non solo di essere più belli, permettendo delle ricostruzioni praticamente invisibili al posto delle datate ricostruzioni in metallo nere, ma soprattutto di permettere un approccio più conservativo alla ricostruzione dentale (ci permettono di fare cavità più piccole).

Infine, hanno il grande pregio di restituire al dente parte della resistenza persa a causa della carie.

Prevenire nuove cariche e mantenere l’estetica

Questi materiali, che nel corso degli ultimi 15 anni hanno giovato di una incredibile evoluzione qualitativa fino a renderli quasi perfetti, sfruttano infatti la capacità di essere incollati al dente naturale prevenendo la formazione di nuove carie e ricostituendo almeno in parte l’integrità sia estetica che meccanica del dente.

Tuttavia resine composite e ceramiche presentano anche alcuni svantaggi. Innanzitutto le tecniche adesive sono molto più delicate nell’applicazione rispetto ad un’otturazione in amalgama d’argento. Questo vuol dire che il dentista dovrà sempre utilizzare dei materiali d’eccellenza e dei protocolli molto rigorosi. Ad esempio non può esistere una buona ricostruzione estetica senza l’uso della diga di gomma.

Diga dentale: che cos’è?

Questo fondamentale presidio è rappresentato da un foglio di lattice (esistono naturalmente anche fogli appositi per i pazienti allergici) nel quale vengono eseguiti dei buchi per far spuntare solo i denti interessati dalla ricostruzione di modo

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Isolamento delle cavità con diga di gomma

che questi non vengono contaminati dalla saliva, dal sangue o anche semplicemente dall’umidità del respiro.

Il mancato utilizzo della diga di gomma, che purtroppo in Italia non rappresenta ancora una pratica comune (finalmente sembra esserci un progetto presso il ministero della salute che la voglia rendere obbligatoria), porta infatti inevitabilmente ad incollare i nostri materiali su delle superfici contaminate riducendo anche del 70% la capacità degli adesivi e portando ad una vita notevolmente inferiore dei nostri restauri.

Da sottolineare come in questo caso, di fronte alle innumerevoli fonti di contaminazione presente all’interno della bocca, non conti l’esperienza e la capacità del dentista o dell’assistente nel tenere il campo asciutto con antipatici quanto inutili rotolini di cotone o aspirasaliva.

Intarsi dentali in resina composita

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Intarsi dentali ultimati

Nel caso di denti particolarmente compromessi o devitalizzati, in cui debbano essere ricostruite una o più cuspidi (le punte dei denti con le quali mastichiamo) la miglior soluzione terapeutica è spesso rappresentata dagli intarsi dentali in resina composita. Semplificando, gli intarsi dentali possono essere considerati una via di mezzo tra un’otturazione e una corona (capsula).

Infatti, gli intarsi dentali come nel caso di un’otturazione ci permettono di asportare dal dente solo il tessuto naturale cariato strettamente necessario (una corona invece purtroppo ci costringe sempre a rimpicciolire tutto il dente). Tuttavia, gli intarsi dentali, come una corona, hanno il vantaggio di essere realizzati nel laboratorio odontotecnico con un maggior controllo della precisione, dell’estetica e della funzione. Inoltre i materiali in laboratorio possono essere fatti indurire all’interno di speciali forni che li rendono molto più resistenti di quelli che è possibile utilizzare direttamente in bocca.

Intarsio dentale: come si realizza?

Per realizzare un intarsio dentale, il dentista rimuoverà come di consueto tutta la carie, farà una prima ricostruzione della parte centrale del dente e poi realizzerà una

intarsio dentale impronta dente
Rilevazione dell’impronta del dente

preparazione con delle regole geometriche molto precise.

A questo punto sarà necessario rilevare un’impronta di precisione del dente preparato per inviarla al laboratorio che realizzerà il modello in gesso su cui verrà poi fabbricato l’intarsio. Dopo aver posizionato sul dente un’otturazione provvisoria

Nel secondo appuntamento il manufatto preparato verrà prima provato e controllato in ogni suo aspetto dal dentista che poi procederà, sempre previo isolamento con diga di gomma alla cementazione degli intarsi dentali sfruttando ancora una volta le tecniche adesive. Se tutto quindi, sarà stato eseguito “lege artis“, il risultato sarà un restauro molto conservativo, resistente, duraturo e praticamente indistinguibile da un dente naturale.

Bibliografia dell’autore

  1. Corigliano M. Accarisi E. Goracci G. “Otturazioni estetiche nei quadranti posteriori: intarsi in composito”. In Tema di Odontoiatria e Cultura.1991; n.1:29-44
  2. Corigliano M. “Ganci in resina acetalica”. In Tema di Odontoiatria e Cultura.1991; n.4: 33-36
  3. Corigliano M. “Elementi provvisori per protesi fissa”. In Tema di Odontoiatria e Cultura. 1991; n.5: 38-40
  4. Goracci G. Corigliano M. “Otturazioni estetiche mediante intarsi in composito”. Dental Cadmos 1991 n.11: 11-37.
  5. Goracci G., Corigliano M. “Nuova metodica per la realizzazione di intarsi in composito”. In Tema di Odontoiatria e Cultura 1992: 19-32.
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Massimo Corigliano

Laureato in Odontoiatria, Dottore di Ricerca in Implantoprotesi, è Specializzato in Chirurgia Odontostomatologica. E’ CTU del Tribunale Civile di Roma come specialista della materia. E’ stato direttore del centro del Sorriso dell’Ospedale Cristo re e professore di Chirurgia Implantare presso la scuola di Specializzazione dell'Università di Sassari. Dal 1992 ha sviluppato la sua attività di odontoiatra sia presso il suo studio di Monterotondo che presso centri odontoiatrici ed ospedali della Capitale. In tale ambito è consulente di Implantologia e Protesi Dentaria presso l’Ospedale Fatebenefratelli, Isola Tiberina, di Roma. Presidente della società scientifica International Academy of Implantoprosthesis and Osteoconnection (IAIO) e membro della International Association of Dental Research (IADR), ha al suo attivo 135 pubblicazioni scientifiche ed è titolare di 10 brevetti internazionali relativi ad apparecchiature e sistemi per l’odontoiatria e l’implantologia.