Saturday, Aug. 15, 2020

Roberto Giachetti: rendiamo le scuole luoghi aperti all’innovazione

Pubblicato da :

|

May 18, 2016

|

in:

Roberto Giachetti: rendiamo le scuole luoghi aperti all’innovazione

Roberto Giachetti – candidato del Partito Democratico al Comune di Roma – spiega in questa intervista rilasciata a Lorenzo Sciarretta di SalutePiù i suoi programmi per la scuola vista come centro d’aggregazione attraverso sia la disponibilità di strumenti digitali che favoriscano lo spirito d’innovazione degli studenti quanto la presenza di strutture che consentano una importante pratica dello sport.

Dopo 13 anni di scuola mi dicono che sono cambiato, grazie alle varie attività che ho intrapreso. Come ha vissuto gli anni scolastici e cosa ora la scuola rappresenta per lei?

Sono passati tanti anni, questo è certo. Come la maggior parte dei ragazzi a quell’età, lo studio non era proprio il mio chiodo fisso. Soltanto oggi – in particolare come genitore -  mi rendo conto dell’importanza della formazione scolastica che getta le basi e la “visione” per il futuro. Il nostro obiettivo, quindi, deve essere un’offerta formativa di qualità che sia all’altezza delle aspettative e dei sogni delle nuove generazioni.

La scuola è la culla del futuro non solo di una nazione ma anche dei singoli territori. Secondo lei che ruolo giocano le scuole a Roma e nelle sue periferie?

La scuola è quel luogo di passaggio e di crescita, dove si fanno le esperienze che caratterizzeranno gli uomini e le donne del domani.  “L’ambiente” scolastico ricopre un ruolo importantissimo non soltanto dal punto di vista didattico ma anche – e soprattutto – dal punto di vista sociale. Il nostro compito è favorire questo percorso, valorizzarlo, per esempio, attraverso percorsi d’insegnamento personalizzato oppure aprendo le scuole ad attività extra scolastiche che facciano delle scuole veri e propri centri di aggregazione, di cultura, di svago con laboratori d’arte, per fare solo un esempio.

Quali sono a Roma le criticità delle strutture scolastiche e quali invece i modelli da esportare?

La prima questione riguarda lo stato in cui si trovano gli edifici scolastici che sono spesso  in condizioni carenti e con deficit roberto giachettistrutturali importanti.  L’intervento del governo in questo senso è stato un primo importante passo che ha consentito ai presidi di chiedere ed ottenere soldi per le ristrutturazioni e la messa in sicurezza delle loro scuole. Garantita la sicurezza, l’efficienza e l’accessibilità delle strutture i modelli a cui dobbiamo aspirare sono quelli che hanno puntato sull’ammodernamento e l’informatizzazione delle aule e del sistema educativo nel suo complesso attraverso percorsi multimediali, di approfondimento tramite piattaforme e-learning e utilizzo di software open source.

Il Volontariato a Roma e in Italia rappresenta una forza inestimabile. Nelle scuole il personale, i genitori e gli studenti sempre più spesso scendono in campo per migliorare le strutture, sostituendosi in un certo senso al ruolo del Comune e delle Istituzioni. Qual è il limite da non superare?

Come ho detto, è compito primario delle istituzioni garantire luoghi sicuri e accessibili oltre ad un’offerta formativa adeguata ai percorsi di crescita individuali e culturali degli studenti. Sono consapevole che il ruolo delle famiglie e delle associazioni è stato, in alcuni casi, determinante e il che un giusto mix di collaborazione possa far bene all’intero sistema scolastico che negli ultimi anni ha attraversato momenti di particolare sofferenza, questo naturalmente non vuol dire che le famiglie oppure la rete di volontariato debba sostituirsi ai soggetti istituzionali competenti.

Sulla sua pagina Facebook leggo la sua intenzione di aprire le scuole il pomeriggio. Nel Liceo che frequento, il Righi, lo abbiamo fatto tramite una campagna di crowdfunding on-line e fund raising studentesco, aprendo un Centro Culturale che oltre un luogo di cultura è anche stato un incubatore di start-up liceali. Con che modalità economiche e con che fine si impegnerà a prolungare l’orario d’apertura delle scuole?

La proposta dovrà essere verificata con i singoli istituti scolatici, preside e collegio docenti e con i livelli istituzionali competenti, Comune, Regione e Ministero dell’istruzione.  La vostra iniziativa  di fundrasing è sicuramente un esempio positivo da promuovere e ampliare. E’ questo l’obiettivo: rendere le scuole un luogo aperto, non soltanto all’attività didattica, ma alla cultura, all’innovazione, a percorsi ricreativi e di svago. Rendere le nostre scuole punti di aggregazione e di socialità può essere anche un viatico contro la dispersione scolastica.

1 cosa che, da Sindaco, migliorerebbe e 1 cosa che cambierebbe radicalmente nelle scuole.

Da migliorare le infrastrutture sportive perché lo sport è educazione “di vita”. Cambierei, invece, radicalmente il sistema delle competenza tra i vari livelli istituzionali nella manutenzione delle infrastrutture e degli spazi verdi nelle scuole che oggi sono dislocate a più livelli senza consentire un unico centro di responsabilità. Da Sindaco, ho più volte detto, che i municipi dovranno essere il punto di riferimento più prossimo, con soldi e poteri per poter rispondere alle istante dei cittadini. Lo stesso dovrà valere anche nella gestione delle scuole comunali.

Di Lorenzo Sciarretta potrebbero anche interessarti gli articoli:

Share

Condivi questo articolo:

Potrebbero anche interessarti:

Studenti universitari: ecco come sono secondo Eurostudent
2018: riparte il progetto “Studenti-Atleti”
Cnr e Miur: collaborazione per l’alternanza scuola-lavoro

Due parole sull'autore

Lorenzo Sciarretta

Parto dai difetti. Non riesco a star seduto e fermo, devo muovermi sempre per imparare facendo. Non mi piace star ad ascoltare, devo sempre dire la mia. Ma fortunatamente sono sopravvissuto per 18 anni. Da tre anni sono Rappresentante d’Istituto del Liceo A. Righi di Roma, dove porto avanti progetti per innovare e far vivere attivamente agli studenti la loro scuola. Da poco sono Consigliere del Consiglio dei Giovani della Città Metropolitana di Roma, e così, tra una cosa e l’altra, finisco sempre per discutere di scuola. Un signore un giorno mi disse “Quando arriverai alla mia età, capirai”. Mi dovrei preparare al peggio? Non ce la faccio, voglio intraprendere al meglio.