Tuesday, Dec. 18, 2018

Tubercolosi in calo ma ancora 1.6 milioni di morti nel 2017

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September 18, 2018

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Tubercolosi in calo ma ancora 1.6 milioni di morti nel 2017

Nonostante la tubercolosi sia una malattia in calo, non facciamo abbastanza per debellarla completamente entro il 2030 come previsto dagli obiettivi della World Health Organization (WHO). E’ la stessa WHO a rimarcare il problema presentando il Report Globale Tubercolosi 2018 : infatti, con 54 milioni di morti provocati dal 2000 ad oggi, la tubercolosi resta la malattia infettiva più pericolosa in circolazione.

Tubercolosi: la malattia

La tubercolosi è causata dal battere Mycobacterium Tubercolosis ed interessa tipicamente i polmoni. Il battere si propaga per via aerea da persone malate (i.e.: tossendo).

Si valuta in circa 1.7 miliardi le persone al mondo contagiate dal Mycobacterium Tubercolosis ma solo una ridotta percentuale di queste (5-10%) svilupperanno poi effettivamente la tubercolosi nell’arco della loro vita.

A tal proposito, fattori di rischio che rendono maggiormente probabile lo sviluppo della tubercolosi sono l’HIV, la denutrizione, il diabete, il fumo e il consumo di alcol.

Tubercolosi: dati statistici

Nel 2017 oltre 1.6 milioni di persone sono morte di tubercolosi (tra di esse 300.000 malati HIV positivi). Rispetto all’anno 2000, si registra così una riduzione del 44% delle morti in malati HIV positivi ed un 29% di riduzione nei malati HIV negativi.

Si tratta certamente di risultati importanti ma le stime ci dicono che ben 10 milioni di persone in tutto il mondo abbiano sviluppato la tubercolosi nel 2017. Il numero dei casi si decrementa del 2% l’anno ma in alcuni casi anche molto di più. Ad esempio, nella Federazione Russa i nuovi casi stanno scendendo del 5% l’anno e le morti del 13%. Anche in alcuni paesi africani i nuovi casi vanno diminuendo dal 4 all’8% all’anno (Lesotho, Eswatini, Namibia, South Africa, Zambia, Zimbabwe).

Tubercolosi e resistenza ai farmaci

Il problema della farmaco-resistenza è centrale nel combattere la tubercolosi. Infatti, nel 2017 in ben 558.000 casi si è verificata resistenza al rifampicin e nella maggioranza di questi casi si è verificata anche una resistenza multi farmaco.

Accesso alla diagnosi e alle cure

La concentrazione dei casi di tubercolosi è in nazioni dove più difficile è l’attività di screening, diagnosi ed anche, quindi, registrazione e diffusione dei risultati. Infatti, solo 2/3 dei casi rilevati nel 2017 sono stati ufficialmente segnalati dai sistemi di reporting sanitario delle nazioni interessate.

Ma il problema maggiore è nella capillarità delle cure: infatti, solo nel 64% dei casi la tubercolosi è correttamente curata. La World Health Organization indica invece nella soglia del 90% entro il 2025 l’obiettivo da raggiungere per poter poi puntare all’eradicazione della malattia.

Un discorso simile vale per la prevenzione. Secondo le stime WHO, tra il 2018 ed il 2022 circa 30 milioni di persone nel monda potranno beneficiare di cure preventive per la tubercolosi. Cure assolutamente indicati sia per i malati di HIV sia per i bambini di età inferiore ai 5 anni che vivano in famiglie dove sono presenti malati di tubercolosi.

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