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Cos’è un Centro di PMA ?

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April 4, 2011

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Cos’è un Centro di PMA ?

La sigla “PMA” significa  Procreazione Medicalmente Assistita, anche detta Fecondazione Assistita, e si riferisce ad un settore medico specialistico che si occupa della diagnosi e della terapia delle coppie infertili, ossia delle coppie che hanno difficoltà ad ottenere una gravidanza, e quindi un figlio. La definizione anglosassone, Medicina della Riproduzione, meglio descrive l’ampio ambito di competenze necessarie in tale settore, pur essendo ultra-specialistico.

Un centro di PMA è tale perché soddisfa i requisiti strutturali, strumentali e di esperienza professionale previsti dalla legge 40/2004, specifica per questo settore. In Italia esistono un gran numero di centri di PMA (341 centri in base al censimento concluso a gennaio 2009) sia pubblici che privati. Si  dividono  in  centri di  I,  II  e  III livello: la  distinzione è relativa  al  tipo  di  tecnica  di  PMA  utilizzata. I centri di I livello sono 142 (41,6%) mentre i centri di II e III livello, considerati insieme, sono 199 (58,4%). I  centri  di I livello  utilizzano  tecniche  meno complesse  e  quasi  esclusivamente  l’inseminazione  semplice ( IUI – Intra-uterine-insemination, ossia inseminazione  intrauterina).  Questa consiste  nell’inserimento  nella cavità uterina, in fase ovulatoria, del  liquido seminale, adeguatamente trattato,  che può essere fresco o scongelato. I  centri  di II livello,  invece,  attuano, oltre all’inseminazione,  procedure progressivamente  più impegnative, complesse  e  invasive in base al tipo di infertilità, che prevedono la fecondazione  all’esterno del corpo femminile (=in vitro) (FIVET, ICSI). I centri di III livello sono situati in cliniche dove possono eseguire, oltre alle precedenti tecniche, anche le tecniche che prevedono l’anestesia generale e la degenza (TESE, GIFT, TET,…)

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Quali garanzie offrono ?

Pur essendo impegnativo l’iter diagnostico e terapeutico, certamente l’ottenimento della gravidanza non è garantito! Ciò che invece è garantito è l’adeguatezza del centro ai requisiti previsti dalla legge 40/2004, rispetto al proprio livello di tecniche eseguite, e la successiva autorizzazione. Questa legge definisce i requisiti locativi della struttura, la strumentazione in dotazione, le procedure diagnostiche e terapeutiche, oltre alla adeguata professionalità ed esperienza del personale operante nel centro. Inoltre, nel 2005, il Ministero della Salute ha delegato l’Istituto Superiore di Sanità alla istituzione e gestione del Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita. Le principali finalità del Registro sono quelle di censire le strutture operanti sul territorio nazionale, raccogliere annualmente i dati relativi all’applicazione delle tecniche di PMA, predisporre una relazione annuale dei dati raccolti per il Ministro della Salute, oltre a promuovere informazione e prevenzione dal proprio sito internet.

Perché recarcisi ?

Le coppie che desiderano un figlio che tarda ad arrivare, pur avendo rapporti liberi e completi da almeno 18 mesi, dovrebbero richiedere un consulto medico. Lo specialista in Medicina della Riproduzione è il referente più adeguato per inquadrare clinicamente la coppia infertile, impostando un programma diagnostico graduale ma funzionale ad identificare le cause dell’infertilità, in tempi relativamente brevi.

Come funziona ?

Duranteil primocolloquio, la coppia conosce lo specialista in Medicina della Riproduzione, solitamente un ginecologo. Avendo portato in visione i  risultati  di  tutte  le  analisi  eseguite  in  passato (specie  se  relative  a  precedenti tentativi di PMA),il primoconsulto approfondisce la storia medica individuale e familiare della coppia, gli stili di vita, ecc…Se necessario, si esegue una visita ed una ecografia, meglio se transvaginale, alla donna. Si propone quindi di completare gli esami diagnostici di base, qualora non siano già stati eseguiti. Se necessario, si consigliano dei consulti specialistici (endocrinologo, andrologo, senologo, diabetologo,…) finalizzati a definire meglio lo stato di salute generale e/o riproduttivo. Nelle visite successive, la coppia incontra sempre lo stesso specialista che, analizzando i risultati delle indagini richieste, potrà spiegare alla coppia stessa le cause dell’infertilità che saranno emerse e  illustrare le eventuali opzioni terapeutiche. Il medico, e spesso lo psicologo che collabora con il centro, accompagnano la  coppia nel  percorso  di  PMA,  passo  dopo  passo. Conoscere  la  strada  può  aiutare  a affrontare le difficoltà  e  a predisporsi all’impegno  necessario con più  serenità ed  equilibrio. Inoltre,  conoscere  le procedure  utilizzate con  i  relativi rischi e possibilità di  successo,  fa  parte  del  processo  di  sviluppo  dell’autonomia  e  della  partecipazione  consapevole della coppia  su cui si  fonda  un rapporto medico-paziente trasparente ed etico. Nel  caso  della  PMA che  coinvolge  la  sfera  più  intima  della  persona,  la  fiducia  umanamente  e  scientificamente  fondata nel  medico  e  nella  struttura  compensa  il  disagio  che  l’infertilità  spesso  induce    ed  è  di  per  sé  un elemento  di  potenziamento  delle  possibilità  di  successo.

 Dizionario

FIVET (fertilization  in  vitro  embryo  transfer,  fertilizzazione  in  vitro  e  trasferimento dell’embrione) : la fecondazione avviene all’esterno del corpo femminile mettendo vicino l’ovocita e gli spermatozoi; l’embrione ottenuto (o gli embrioni per un massimo di due o tre) viene trasferito in utero.

ICSI  (intracytoplasmatic  sperm  injection, iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) : il  singolo  spermatozoo  viene  fatto penetrare direttamente nell’ovocita; l’embrione ottenuto (o gli embrioni per un massimo di due o tre) viene trasferito in utero.

TESE (estrazione microchirurgica di spermatozoi dal testicolo) : praticando una piccola incisione, si effettua  una minuscola biopsia – spesso è multipla – di tessuto testicolare dal quale, in laboratorio, si liberano gli spermatozoi.

MESA (aspirazione microchirugica di spermatozoi dall’epididimo) : anche questa tecnica prevede una incisione chirurgica. Si punge poi, con una siringa, l’epididimo e si aspirano gli spermatozoi.

PESA (prelievo per cutaneo di spermatozoi dal testicolo) : senza alcuna incisione chirurgica, si punge il testicolo attraverso la pelle con una siringa e si “aspira” il tessuto testicolare.

GIFT  : prevede il trasferimento di  entrambi i gameti  –ovocita  e  spermatozoo-  non  ancora  uniti  a  formare  un   embrione,  nelle  tube  di Falloppio, per via laparoscopica.

ZIFT : trasferimento nelle tube di zigoti (= ovociti fecondati da 1 giorno)  oppure di embrioni di più giorni (TET) ottenuti in vitro, per via transvaginale  ecoguidata o isteroscopia.

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Due parole sull'autore

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Manuela Steffe

Medico, specialista in Ostetricia e Ginecologia, da quindici anni svolge la sua attività principale nell’ambito dell’infertilità, della diagnosi alle terapie di 1° e di 2° livello. Co-autrice di 27 lavori originali pubblicati su riviste nazionali ed internazionali. Ha partecipato, quale relatrice, ad 11 congressi presentando lavori originali, tutti di interesse osterico- ginecologico. E’ Responsabile del Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita di 1° Livello presso il Laboratorio Clinico Nomentano.