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La spalla del tennista

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July 7, 2010

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La spalla del tennista

La spalla è, ovviamente, una delle articolazioni più a rischio per il tennista. Infatti, i problemi dei tennisti alla spalla sono diversi. Tra le problematiche specifiche vi sono l’impingement (o sindrome da attrito acromion-omerale), la rottura della cuffia dei rotatori e la “Slap Lesion” che hanno in comune sia aspetti legati alla terapia che al trattamento chirurgico. Proveremo, pertanto, a trattarle in sequenza.

Cuffia dei Rotatori Impingement e Tennis

L’Impingement è una delle più comuni cause di dolore alla spalla dei tennisti ed è dovuta alla pressione che viene imposta sui tendini che permettono di ruotare la spalla (cuffia dei rotatori) da parte della porzione più laterale della scapola, detta acromion, nel momento in cui si solleva il braccio.  E’ legato all’uso delle braccia al di sopra del piano della testa come nel nuoto, nel baseball e nel tennis, per l’appunto. Il dolore, che ne è il sintomo principale, e’ localizzato in corrispondenza del versante anteriore della spalla e può essere associato ad un gonfiore locale.

Con il progredire della patologia, il dolore alla spalla può essere presente anche di notte ed impedire di portare il braccio dietro la schiena. Si può arrivare alla cosiddetta “spalla congelata“, in cui, a causa della infiammazione del tessuto di scorrimento tra osso e tendini, chiamata “borsa”, e’ presente una importantissima limitazione dei movimenti della spalla associata ad un intollerabile dolore, anche a riposo.

Spalla del Tennista: il Trattamento

Una volta visitato il paziente e richiesti gli idonei accertamenti diagnostici (vedi il parere del radiologo), deve essere subito avviato il trattamento. Inizialmente viene consigliato il riposo e l’astensione dalle attività che fanno lavorare il braccio al di sopra del piano equatoriale della testa. Vengono prescritti farmaci anti-infiammatori non steroidei ed insegnati esercizi di stretching per migliorare l’articolarità della spalla. Viene, infine, prescritto un trattamento riabilitativo adeguato che può durare diverse settimane o mesi e comprende quelle terapie anti-infiammatorie locali che possono arrivare più in profondità e quindi avere maggiore probabilità di successo. Oggi, molte nuove terapie fisiche possono aiutarci: tecarterapia, ipertermia, hilterapia e scenarterapia o neurostimolazione interattiva.

Quando un prolungato trattamento riabilitativo non ha successo, il chirurgo ortopedico si vede costretto a porre l’indicazione all’intervento chirurgico. Lo scopo e’ quello di rimuovere l’impingement e creare un maggior spazio a disposizione dei tendini della cuffia dei rotatori. Ciò consente alla testa dell’omero di muoversi liberamente al di sotto della scapola e al paziente di poter sollevare e muovere il braccio senza dolori. L’intervento chirurgico più frequente è la “decompressione subacromiale o acromioplastica anteriore” che oggigiorno viene eseguito sempre più spesso per via artroscopia e consiste nel ricreare lo spazio originariamente a disposizione dei tendini per il loro libero scorrimento.

L’ Intervento in Artroscopia alla Spalla

L’artroscopia di spalla viene praticata effettuando due o tre piccole incisioni della cute di circa 1 cm.. Attraverso una di queste viene introdotta l’ottica artroscopica nell’articolazione. Le immagini vengono inviate ad un monitor attraverso cui il chirurgo ed il paziente possono osservare l’interno dell’articolazione: utilizzando il monitor come guida, il chirurgo fa la diagnosi. Attraverso le incisioni possono essere introdotti diversi strumenti, quali ad esempio un palpatore od una fresa, che in questo caso permettono di asportare il margine inferiore dell’acromion (porzione più laterale della scapola) ed il tessuto bursale esuberante ed infiammato. Al momento dell’intervento per l’impingement, il chirurgo può anche trattare altre condizioni presenti nella spalla, quali un’artrosi dell’articolazione tra scapola e clavicola, una tendinopatia del bicipite o una rottura della cuffia dei rotatori.

La cuffia dei rotatori e’ l’insieme dei tendini che si inseriscono sulla spalla al fine di consentire e comandare i movimenti di rotazione di questa articolazione. La rottura della cuffia può essere dovuta ad un singolo evento traumatico, ma più spesso, al sovraccarico di questi tendini e muscoli per mesi od anni. I più a rischio sono sempre gli sportivi che utilizzano il braccio al di sopra del piano della testa e quindi soprattutto i tennisti. Il protocollo terapeutico e’, almeno in parte simile all’impingement, e prevede un idoneo periodo di riposo e fisiochinesiterapia.

spalla tennis spalla del tennista

Si propone l’intervento chirurgico se la rottura della cuffia e’ recente e causa molto dolore ed una importante perdita della funzione della spalla, se la lesione ha colpito l’arto dominante di una persona attiva oppure se il trattamento riabilitativo non ha alleviato i sintomi. Il tipo dell’intervento dipende dalla sede, dalla estensione e dalla forma della rottura. Una rottura parziale può richiedere solo una “pulizia” (o “debridement”). Una rottura completa richiede la riparazione dei tendini, spesso mediante l’uso di particolari ancorette che vengono infisse nell’omero e che agiscono da sostegno per la ricongiunzione delle estremità lacerate dei tendini. L’intervento viene frequentemente effettuato mediante l’artroscopia, oppure, nei casi di lesioni più estese, mediante accessi “mini-open” o interventi chirurgici tradizionali a cielo aperto.

La Slap Lesion nei tennisti

Una patologia più rara spesso riscontrabile nei tennisti e’ la “Slap Lesion“. Il termine “SLAP” sta per “Superior Labrum Anterior Posterior”, in cui il cercine, cioè quella porzione di tessuto fibroso che completa l’articolazione tra scapola e testa dell’omero, si distacca dall’osso all’apice del margine superiore della cavità glenoidea della scapola che accoglie la testa dell’omero. Il distacco del cercine e’, in genere, associato ad un “click“, ad un blocco articolare della spalla o alla sensazione che la spalla non sia a posto. In questi casi, il cercine può essere reinserito per via artroscopica utilizzando un’ancoretta biodegradabile o un’ancoretta da sutura. Dopo l’intervento l’arto operato viene posto in un tutore, che favorisce la guarigione tessutale. Appena passato il dolore post-operatorio, il paziente inizia a muovere l’arto ed un programma riabilitativo incentrato sul recupero del tono muscolare del cingolo scapolare e sul recupero del movimento della spalla.

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Due parole sull'autore

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Fabio Sciarretta

Il Dott. Fabio Sciarretta è specializzato in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Chirurgo ortopedico, ha prestato servizio in qualità di dirigente sanitario presso l’Ospedale San Giovanni Battista di Roma, presso il Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Civile di Velletri e presso l’Ospedale Israelitico di Roma. Svolge attualmente la sua attività professionale presso diverse case di cura romane. E’ stato relatore in oltre 40 congressi nazionali ed internazionali ed ha al suo attivo 38 pubblicazioni.