Thursday, Aug. 22, 2019

Olio Extravergine d’Oliva arma anti Alzheimer

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September 3, 2013

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Olio Extravergine d’Oliva arma anti Alzheimer

Due recentissimi studi sviluppati presso l’Università di Firenze confermano il ruolo dell’olio extravergine  di oliva come “arma anti invecchiamento”. Soprattutto, rivelano il ruolo specifico che questo alimento può avere nel contrastare l’Alzheimer quale trattamento preventivo dei danni neurologici legati all’età ed, appunto, al morbo di Alzheimer senile.

I meriti vanno ascritti all’oleuropeina aglicone, il principale fenolo presente nell’olio extravergine di oliva, che potrebbe, dunque, divenire addirittura se non una terapia almeno un trattamento preventivo per la protezione nei confronti dei danni neurologici causati dall’invecchiamento in generale e dall’Alzheimer in particolare.

Lo studio, finanziato dalla Regione Toscana, è stato condotto da due gruppi di ricercatori dell’Università di Firenze – guidati da Massimo Stefani del Dipartimento di Scienze Biomediche sperimentali e cliniche e da Fiorella Casamenti del Dipartimento NEUROFARBA – e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PLoS One (2013 Aug 8;8(8):e71702.).

Olio d’oliva, oleuropeina e performance cognitiva

Questa ricerca – effettuata su topi transgenici – segue e conferma i risultati di una precedente ricerca, pubblicata sempre su PLoS One (2013;8(3):e58893.) e condotta da Stefani in collaborazione con Mario Salmona dell’Istituto Mario Negri, ma realizzata su animali meno complessi: i vermi C. elegans. Questi ultimi, sono stati appositamente manipolati per essere portatori di aggregati di beta amiloide nelle cellule dell’apparato muscolare ed, alimentati con oleuropeina aglicone, hanno mostrato una marcata riduzione del deficit motorio e un significativo aumento della durata della vita rispetto a quelli alimentati normalmente.

A questo punto, i ricercatori hanno verificato su topi transgenici, portatori delle alterazioni collegate con l’Alzheimer, gli effetti della somministrazione dell’olio extravergine di oliva.

I topi sono stati alimentati per due mesi con oleuropeina aglicone, il principale fenolo presente nell’olio extravergine di oliva – spiega Massimo Stefani -. Al termine del trattamento i topi hanno mostrato assenza del deficit cognitivo e comportamentale manifestato dai topi non trattati e, a livello istopatologico, riduzione dei depositi amiloidi nel parenchima cerebrale e della reazione neuroinfiammatoria, insieme a un marcato aumento della risposta autofagica, considerata protettiva nei confronti del danno cellulare da aggregati amiloidi, che caratterizzata il morbo di Alzheimer“.

In pratica, lo studio ha mostrato come l’integrazione della dieta con oleuropeina aglicone migliori in modo significativo la performance cognitiva dei topi impiegati per l’esperimento

Lo studio fornisce una base scientifica per i noti effetti anti invecchiamento della dieta mediterranea, aprendo la prospettiva dell’uso di questa sostanza contenuta nell’olio extravergine di oliva come nutraceutico – sottolinea Stefani – nel trattamento preventivo a lungo termine dei danni neurologici legati all’invecchiamento e in particolare al morbo di Alzheimer senile, una patologia di crescente diffusione per la quale non esiste ancora una terapia efficace e che pone gravi problemi sociali e di sostenibilità per i sistemi sanitari in tutto il mondo industrializzato“.

La prossima tappa della ricerca prevede l’inizio della sperimentazione clinica su soggetti anziani caratterizzati da disturbo cognitivo lieve, una condizione che precede di solito lo sviluppo della sintomatologia caratteristica del morbo di Alzheimer. Lo studio, per il quale è stato richiesto un finanziamento al Ministero della Salute, sarà condotto in collaborazione con la Dott.ssa Bracco (AOUC Careggi) e il Prof. Sorbi (Dipartimento NEUROFARBA). Lo studio affiancherà uno studio di farmacocinetica volto a determinare la distribuzione, il tempo di persistenza e i livelli tissutali dell’oleuropeina aglicone somministrata per via orale.

I due studi permetteranno di valutare se i dati ottenuti sui topi possano essere estesi anche all’uomo, aprendo la via per un possibile trattamento preventivo a lungo termine che quanto meno ritardi i tempi di insorgenza della malattia nell’uomo. A tale scopo, è da valutare la possibilità di fortificare l’olio extra vergine di oliva con l’oleuropeina aglicone aggiunta in quantità tale da non alterarne le caratteristiche organolettiche ma da consentirne un’efficace azione.

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