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Prevenzione dei tumori del Colon Retto

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November 19, 2012

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Prevenzione dei tumori del Colon Retto

Il tumore del colon retto rappresentano la seconda causa di morte per tumore sia per gli uomini (dopo il tumore al polmone) sia per le donne (dopo il tumore della mammella).

Lo sviluppo di un tumore del colon retto è in quasi tutti i casi – circa il 80 per cento – preceduto dalla comparsa di lesioni benigne (i polipi, che sono escrescenze della mucosa intestinale). Proprio queste lesioni possono essere diagnosticate e curate sottoponendosi al test che,  in caso di positività, prevede approfondimenti diagnostici quali la colonscopia o altri esami radiologici.

Il carcinoma colon-rettale ha caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto ad essere affrontato attraverso la prevenzione, in quanto:

  • è preceduto da lesioni benigne (polipi adenomatosi) a lenta crescita e facilmente identificabili, la cui asportazione previene la loro trasformazione in carcinoma;
  • inoltre,il cancro del retto  se diagnosticato in uno stadio precoce, il trattamento chirurgico, associato eventualmente a radio- e/o chemio-terapia, e’ efficace e garantisce alte percentuali di guarigione completa.

Infatti, vi è un’evidenza scientifica che nella popolazione sottoposta a screening si registra una significativa riduzione dell’incidenza e della mortalità per tumore del colon retto.

I test impiegati per la prevenzione di questa malattia sono innocui o a basso rischio, ampiamente disponibili, accettabili da parte del paziente, di costo relativamente contenuto,

Tumore del Colon Retto: i fattori di rischio

Oltre a fattori ereditari che possono favorire l’insorgenza del tumore del colon retto (se, ad esempio, nella famiglia si sono manifestate alcune malattie particolari dell’intestino) gli studi fin qui condotti hanno dimostrato che alcuni fattori ambientali – come lo stile di vita o l’alimentazione – sono associati ad un aumento del rischio. Ad esempio, una dieta ipercalorica con eccessiva assunzione di grassi animali, carni rosse, zuccheri può accrescere il rischio, mentre un’alimentazione ricca di vegetali, fibre e cereali sembra al contrario associarsi ad un minore rischio di cancro colon-rettale. Anche l’attività fisica, indipendentemente dal peso corporeo, riduce la possibilità di ammalarsi.

Valgono le indicazioni già utili alla riduzione del rischio cardio-vascolare: dieta ipocalorica, ricca di vegetali e fibre e una regolare attività fisica.

Il programma di Prevenzione

L’obiettivo della prevenzione è l’identificazione di lesioni benigne che potrebbero trasformarsi in tumori o l’identificazione precoce delle neoplasie in soggetti asintomatici. Ciò permette un migliore approccio terapeutico nel trattamento di questa neoplasia che può anche risultare radicale nei primi stadi della malattia.

I test idonei allo screening per il carcinoma colo-rettale sono :

  • Ricerca del sangue occulto nelle feci
  • Colonscopia

Ricerca del sangue occulto nelle feci: è un esame delle feci, su tre campioni di giorni differenti. Si basa sul fatto che tutte le lesioni organiche del tubo digerente possono causare un sanguinamento di minima entità, non visibile a occhio nudo. E’ di ausilio per scoprire in tempo la eventuale lesione/polipo presente nell’intestino. I tumori del colon-retto, infatti, spesso non danno alcun disturbo per anni.

La Colonscopia è un esame che serve a controllare le pareti interne del colon retto e ad individuare eventuali alterazioni, eseguire biopsie, asportare polipi. La colonscopia si definisce completa o totale quando raggiunge il cieco, cioè quando visualizza tutto il colon.

Per poter eseguire una colonscopia di buona qualità occorrono 2 condizioni importanti:
- ottenere un buona pulizia dell’intestino grazie ad una adeguata preparazione nei giorni precedenti (dieta ed assunzione di lassativi)
- ridurre il possibile disagio del paziente durante l’indagine mediante la sedazione.


 

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Due parole sull'autore

antoniogatto@laboratorionomentano.it'

Antonino Gatto

Il Professor Antonino Gatto, già Primario Chirurgo del Presidio Ospedaliero SS. Gonfalone della ASL RMG; è specialista in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso, in Urologia ed in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. Nell’ambito della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Università degli Studi di Tor Vergata di Roma è titolare dell’insegnamento di Chirurgia d’Urgenza. E’ autore di oltre 60 pubblicazioni scientifiche di interesse chirurgico e la sua la sua casistica operatoria consta di oltre 6.000 interventi chirurgici di media ed alta chirurgia generale, vascolare, toracica, urologia e plastica.