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Terapia Anticoagulante Orale – TAO

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January 23, 2014

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Terapia Anticoagulante Orale – TAO

La coagulazione è un meccanismo di protezione: quando accidentalmente ci procuriamo una ferita, il sangue cessa di fuoriuscire grazie all’interazione dei fattori della coagulazione e delle piastrine che formano un “tappo”, il cosiddetto trombo.

Gli anticoagulanti orali e la TAO

Gli anticoagulanti orali o dicumarolici (Warfarin-Coumadin e Acenocumarolo-Sintrom) sono farmaci in grado di modificare la capacità di coagulare del sangue, riducendo il rischio della formazione di trombi in pazienti che, per la loro malattia, corrono questo rischio. La terapia anticoagulante orale (TAO) serve a mantenere il sangue più fluido così da ridurre il rischio di formazione di trombi e coaguli all’interno dei vasi sanguigni (vene ed arterie).

L’azione degli anticoagulanti orali è basata sull’interferenza con l’attivazione di alcune sostanze (fattori della coagulazione) che servono per la formazione di un coagulo. Queste, infatti, per essere attive hanno bisogno della vitamina K. Gli anticoagulanti orali inibiscono l’azione di questa vitamina e quindi, indirettamente, rendono il sangue meno coagulabile. Dunque, esiste un antagonismo tra dicumarolici (Coumadin e Sintrom) e vitamina K, che pertanto può essere usata come antidoto in caso di dosaggio eccessivo dei farmaci anticoagulanti. La vitamina K di cui disponiamo è in parte introdotta con il cibo e in parte direttamente prodotta nel nostro intestino dai germi che normalmente vi abitano; questo ci consente di averne sempre la quantità necessaria.

Esistono alcune condizioni cliniche per le quali è indicata la terapia anticoagulante orale (TAO). La TAO è utile nelle malattie che possono complicarsi con la formazione di “trombi” ovvero “grumi di sangue” i quali, staccandosi dalla loro sede, provocano embolie, ostacolando la circolazione del sangue con conseguenze molto gravi. La terapia anticoagulante orale – TAO trova indicazione in caso di

  • tromboembolismo venoso
  • trombosi venosa profonda – embolia polmonare
  • fibrillazione atriale
  • protesi valvolari
  • cardiomiopatia dilatativa
  • sindrome da anticorpi antifosfolipidi.

Ogni paziente richiede una dose diversa di farmaco per raggiungere il livello di anticoagulazione adeguato e, dunque, va individuata una terapia anticoagulante orale personalizzata.

Il test di laboratorio che misura il livello di coagulazione del sangue si chiama tempo di protrombina o PT.

Il Rapporto Internazionale Normalizzato – INR

Per le persone in terapia anticoagulante orale – TAO, il PT viene espresso in INR (rapporto internazionale normalizzato), che permette un’espressione uniforme dei risultati indipendentemente dal tipo di reagente usato nel laboratorio. In questo modo i valori di INR determinati in diversi laboratori sono paragonabili tra loro. Questo consente al paziente di poter controllare il proprio trattamento anticoagulante anche se si trova lontano dal Centro di Sorveglianza a cui abitualmente fa riferimento.

I valori di INR generalmente devono essere compresi tra 2.0 e 3.0 (range terapeutico), anche se tale intervallo varia in base alla patologia per cui si intraprende la TAO (ad esempio, nei portatori di protesi valvolare meccanica tale range sale a 2.5-3.5). Se il valore di INR scende sotto il range terapeutico, la terapia anticoagulante orale è solo parzialmente efficace, se sale, aumenta il rischio di emorragico. Infatti se da un lato tali farmaci prevengono la formazione di trombi, dall’altro espongono l’individuo ad un aumentato rischio di emorragia.

Terapia Anticoagulante Orale e dieta

In corso di TAO è necessario mantenere una dieta alimentare costante: alcuni cibi particolarmente ricchi di vitamina K potrebbero ridurre l’effetto della terapia anticoagulante. È fondamentale mantenere costante l’apporto di frutta e verdura. Tra i vegetali vanno evitati soprattutto quelli a foglia larga e pomodori, tra le carni il fegato. È necessario inoltre limitare l’assunzione di alcolici.

Alcune precauzioni in caso di Terapia Anticoagulante Orale

Svariati farmaci possono modificare la risposta ai farmaci anticoagulanti, a volte con un aumento, a volte con una diminuzione dell’INR. Perciò è necessario ridurre allo stretto necessario l’uso di altri farmaci, cercando di utilizzare quelli noti come sicuri. È sconsigliato assumere farmaci antinfiammatori o antiaggreganti piastrinici, poiché aumenterebbe troppo il rischio di emorragie. Prima di assumere nuovi farmaci è necessario chiedere consiglio al medico. In caso di assoluta necessità, qualunque farmaco può essere assunto sotto stretta sorveglianza, con l’attenzione di effettuare controlli dell’INR più frequenti.

Per i paziente in terapia anticoagulante orale – TAO è ammessa l’attività fisica in rapporto alle proprie condizioni generali. Sono sconsigliate le  attività sportive che possono procurare traumi o ferite.

È necessario limitare le iniezioni intramuscolari per ridurre il rischio di ematomi intramuscolari, avendo cura di applicare del ghiaccio sulla zona, prima e dopo l’iniezione. Non esistono controindicazioni per le vaccinazioni compresa quella antinfluenzale.

In gravidanza è controindicata la terapia anticoagulante orale; è fondamentale avvertire il Centro dell’intenzione di avere una gravidanza o immediatamente dopo un test di gravidanza positivo.

I pazienti in TAO dovrebbero comunicare tempestivamente al proprio Centro:

  • inizio di una dieta o notevoli variazioni del regime alimentare precedente
  • assunzione di nuovi farmaci e durata prevista del trattamento
  • eventuale sospensione di farmaci
  • comparsa di ematomi senza trauma accertato
  • problemi emorragici
  • traumi importanti anche senza danno apparente
  • appuntamenti per esami endoscopici e/o invasivi
  • appuntamenti per estrazioni dentarie o interventi odontoiatrici

Clicca qui di seguito per leggere l’articolo “Terapia Anticoagulante Orale: domande frequenti”

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Due parole sull'autore

Barbara Montante

Barbara Montante si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” con il massimo dei voti e presso il medesimo ateneo ha ottenuto la Specializzazione in Ematologia. Ha successivamente conseguito il Master Universitario di II livello in Ematologia pediatrica. Ha al suo attivo pubblicazioni su riviste scientifiche italiane ed internazionali. Opera attualmente presso l’UOC Ematologia, Ematologia Pediatrica e Trapianto di Cellule Staminali dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma e presso il Centro FCSA per la Terapia Anticoagulante del Laboratorio Clinico Nomentano.