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Vaginite: quel che c’è da sapere

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May 31, 2013

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Vaginite: quel che c’è da sapere

Prurito o bruciore, perdite vaginali sono i sintomi che rivelano la presenza di una vaginite, ovvero uno stato di infiammazione-infezione della vagina che può estendersi anche alla vulva dando luogo alla cosiddetta vulvo-vaginite. Il problema, però, è che la vaginite può essere asintomatica, ovvero priva di qualsiasi segnale che ci manifesti la sua presenza e dunque finire trascurata: per questo motivo, come vedremo nel seguito, è consigliabile effettuare periodicamente il controllo ginecologico.

Vaginite: le cause

Ma andiamo per ordine. Cos’è e come si instaura una vaginite ? Tra le molte capacità di autodifesa del nostro organismo, vi è anche la specifica “flora vaginale” composta da una molteplicità di microorganismi che, se in perfetto equilibrio tra loro, hanno il compito di difendere la mucosa impedendo lo sviluppo di microorganismi portatori di malattie. Il giusto equilibrio fra queste componenti consente di mantenere un PH normale (tra 3,8 e 4,2) ed una giusta lubrificazione della vagina. Per cause diverse, l’equilibrio naturale della flora vaginale può essere alterato: in questo caso, ai microorganismi “buoni” si sostituiscono agenti portatori di infezioni.

Un caso a parte è rappresentato dalla vaginite atrofica, tipica dello stato menopausale, che si manifesta con i medesimi sintomi fin qui descritti ma che trova la sua causa fondamentale nella secchezza vaginale tipica di questo delicato periodo della donna. Proprio la secchezza può poi condurre – a causa dell’attrito tra i tessuti e delle conseguenti microlesioni – all’instaurarsi di successive sovra infezioni.

Le Infezioni Vaginali

Tornando alle infezioni vaginali, le più comuni sono sostenute da:

  • Candida Albicans: un micete che anche se in piccole concentrazioni è normalmente presente nella vagina. In condizioni ad essa favorevoli, specie in corso di disturbi intestinali (colon irritabile; stipsi) la candida prolifera arrecando un danno più o meno importante.
  • Gardnerella  Vaginalis: un microrganismo che in condizioni a essa favorevoli , provoca alterazioni replicandosi in maniera      indiscriminata.
  • Mycoplasma Hominis: i micoplasmi non sempre presentano un’azione patogena perché alcune specie popolano normalmente le mucose genitali femminili. Quando però l’equilibrio della flora batterica intestinale viene alterato il micoplasma può creare un danno di      notevole entità.
  • Trichomonas Vaginalis: è un protozoo flagellato il quale attecchendo alle mucose delle pareti vaginali, altera la flora batterica locale.
  • Chlamydia Trachomatis: un microrganismo trasmesso sia attraverso rapporti sessuali vaginali, anali o orali che per via materno fetale. Negli adulti comporta generalmente manifestazioni sintomatiche leggere, limitate perlopiù a qualche perdita vaginale anomala o ad una sensazione di fastidio e prurito ai genitali. Spesso il decorso è asintomatico tanto da passare inosservato alla persona che ne è stata      colpita. Questa sua caratteristica ha portato ad identificare la chlamydia come una “infezione a trasmissione sessuale silenziosa” ma capace di procurare seri danni all’apparato riproduttivo.

Vaginite: i comportamenti corretti

Tra le cause o comunque tra i fattori che facilitano l’insorgenza della vaginite ve ne sono alcuni che è possibile evitare con comportamenti corretti:

  • essendo il rapporto sessuale causa della trasmissione di alcuni microorganismi, l’impiego del preservativo elimina il rischio;
  • nello stesso ambito, va tenuto presente come l’atto sessuale possa produrre traumi alla vagina facilitanti le successive infezioni;
  • un altro “agente patogeno” è il Bacterium Coli che prolifera nelle feci e può entrare in contatto con le zone intime: per questo un’igiene attenta è fondamentale;
  • per mantenere il corretto equilibrio dell’ “ecosistema” vaginale, anche evitare abiti troppo stretti e dormire senza indumenti intimi è utile.

Vaginite: la diagnosi con il Pap Test

Ovviamente, a fianco dei comportamenti, è necessario sottoporsi ad esami che consentano di diagnosticare le eventuali vaginiti asintomatiche: annualmente, può essere consigliabile effettuare il Pap Test ed un eventuale “tampone vaginale completo” qualora un’indicazione in tal senso provenisse dai risultati del Pap Test stesso, oppure si fossero manifestati i sintomi fin qui descritti. Si tratta di esami rapidi ed privi di qualsiasi controindicazione. In caso di “sorprese”, sarà poi compito dello Specialista Ginecologo individuare la terapia farmacologica più opportuna coinvolgendo, laddove necessario, anche il partner.

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Due parole sull'autore

antonellacarnevale@laboratorionomentano.it'

Antonella Carnevale

La Dr.ssa Antonella Carnevale, si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, e successivamente si è specializzata in Ginecologia ed Ostetricia nel medesimo ateneo con il massimo dei voti. Esercita la sua attività presso diverse case di cura ed ambulatori specialistici della capitale nonché nell’ambito della Branca di Radiologia del Poliambulatorio Specialistico Nomentano per quanto ostetrica.