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Aterosclerosi – Il cuore presenta il conto a 40 anni

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July 9, 2012

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Aterosclerosi – Il cuore presenta il conto a 40 anni

L’aterosclerosi è una malattia legata all’invecchiamento e come tale colpisce prevalentemente soggetti anziani attraverso l’irrigidimento delle arterie e deposito di grassi sulle loro pareti. Sebbene la patologia sia meno frequente tra i più giovani interessa comunque un’ampia fascia della popolazione. Spesso, quando si parla di aterosclerosi, vengono riportati i risultati di uno studio condotto su soldati americani morti in Corea e Vietnam che evidenziò una percentuale significativa di lesioni coronariche in giovane età. Ancor più sorprendenti sono i risultati di un altro studio in cui il 50% dei feti di madri ipercolesterolemiche presentava già strie lipidiche nelle pareti dell’aorta.

Aterosclerosi: la precocità del danno alle arterie

I dati citati rivestono particolare interesse perché rappresentano la prova che il danno alle pareti delle nostre arterie è precoce, molto precoce, rispetto allo sviluppo della malattia coronarica e della cardiopatia ischemica. È per questo che le ragioni di infarti, angina pectoris e altre manifestazioni di danno miocardico, vanno ricercate anche nello stile di vita che si conduce in giovane età.

Molti dei fattori di rischio cardiovascolare, oramai arcinoti e che più volte abbiamo citato nei nostri articoli, sono modificabili e sono legati ad abitudini e stili di vita non propriamente corretti dei giovani.

I fattori di rischio cardiovascolare

cuore prevenzione cardiovascolare cuore e donna aterosclerosiEssere sregolati a 20 anni mette a rischio il cuore a 40. Ad essere sotto accusa sono alcol, fumo, attività sedentaria e peso eccessivo mantenuti per qualche anno. Lo conferma una ricerca di una importante università statunitense, la Northwestern University Feinberg School of Medicine, pubblicata su Circulation: il 60 per cento delle persone che mantengono uno stile di vita sano a 20 anni raggiunge i 40 con un rischio più basso di sviluppare patologie a carico del cuore e delle sue arterie rispetto al 5 per cento di chi si è dedicato agli eccessi da giovane. Lo studio ha monitorato lo stile di vita di 3.000 persone con una età media di 24 anni rilevando i valori della pressione sanguigna, del colesterolo e degli zuccheri nel sangue, l’indice di massa corporea, l’abitudine ad alcol e tabacco e la pratica di esercizio fisico e misurandoli nuovamente dopo 20 anni. Una conferma, insomma, che uno stile di vita sano paga. Ma perché il cuore chiede il conto dopo 20 anni delle sregolatezze compiute da giovani? E quali sono le poche semplici regole da seguire?

Il motivo del ritardo nelle manifestazioni cliniche degli eccessi “giovanili” va ricercato nei tempi di sviluppo della malattia coronarica. Il processo di per se, fatte salve alcune eccezioni, non è velocissimo. Ci vogliono anni perché i danni provocati dal fumo di sigaretta, dall’eccesso di grassi e zuccheri nel sangue, dall’obesità e dagli squilibri metabolici che comporta, dagli elevati valori di pressione sanguigna, provochino lesioni alle pareti interne delle arterie coronarie con il successivo accumulo di grasso ed altre sostanze tossiche al loro interno.

Malattia Coronarica: una patologia a lento decorso

E ci vogliono anni, affinché queste lesioni si ingrandiscono al punto tale da compromettere in maniera significativa il calibro di quelle arterie, le coronarie, che sono deputate al trasporto di sangue al muscolo cardiaco. Il problema principale è poi legato alla pressoché totale irreversibilità del processo. Una volta iniziata, la formazione della placca aterosclerotica, ha solitamente un decorso evolutivo e con la rimozione degli stimoli dannosi, l’evoluzione della lesione può eventualmente arrestarsi e stabilizzarsi, ma quasi mai regredire.

E per questo che uno stile di vita sano è auspicabile e raccomandabile sin dalla giovane o giovanissima età. Evitare alcune abitudini come il fumo di sigaretta, l’eccessivo consumo di alcolici, o un’alimentazione basata prevalentemente su zuccheri complessi e grassi ed unire a queste limitazioni un’attività sportiva regolarmente praticata, significa da una parte consentire all’organismo una migliore performance fisica e una crescita più armonica anche dal punto di vista estetico e dall’altra ridurre in maniera significativa la probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari dai 40 anni in poi.

Leggi anche l’articolo: “Pressione Arteriosa e Aterosclerosi delle Coronarie”

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Due parole sull'autore

antoniosaponaro@laboratorionomentano.it'

Antonio Saponaro

Il dottor Antonio Saponaro si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e specializzazato in Cardiologia presso la seconda Facoltà di Medicina dell’Università “Sapienza” di Roma. E’ in servizio presso il reparto di cardiologia del Policlinico Militare “Celio”. Svolge la sua attività professionale presso il Poliambulatorio Specialistico Nomentano ed in altri ambulatori romani. Ha al suo attivo alcune pubblicazioni sul Giornale di Medicina Militare e su Minerva Cardiologica.