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Ecografia Renale: a cosa serve?

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November 30, 2013

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Ecografia Renale: a cosa serve?

L’ Ecografia Renale è di fatto l’esame di prima istanza, non invasivo, privo di rischi e/o effetti collaterali, per la valutazione della morfologia e delle dimensioni dei reni e delle vie urinarie. Come l’ ecografia renale rappresenta l’indagine ideale da eseguire a scopo preventivo, nella persona sana, per confermare un normale stato dei reni, o per evidenziare eventuali patologie ancora silenti e, pertanto, spesso ancora allo stato iniziale. Ovviamente, nel caso in cui si riscontri una patologia, l’ecografia renale rappresenta il primo passo di uno studio più approfondito della stessa, che varierà secondo la tipologia della malattia in esame.

VIDEO L’Ecografia Renale – Francesco Vulterini
L’ ecografia renale viene effettuata mediante l’utilizzo di una sonda a media frequenza (3.5 MHz) che, posta a contatto della regione addominale e lombare, in posizioni diverse, sdraiati ed in piedi, esplora gli organi renali, la loro struttura, i vasi che vi afferiscono e gli organi contigui come le ghiandole surrenali.

Indicazioni per l’ ecografia renale

Le indicazioni principali all’esecuzione dell’ ecografia renale sono la ricerca di calcoli in seguito ad episodi di eventi dolorosi (coliche renali), ecografia renaleripetuti episodi di sangue nelle urine (ematuria), bruciore o fastidio nell’urinare (disuria), nel sospetto di patologia neoplastica, nel sospetto di una patologia malformativa ed in caso di ipertensione cronica o diabete.

Infatti, altro campo di applicazione fondamentale dell’ ecografia renale è il monitoraggio dei pazienti che siano affetti da insufficienza renale cronica. Per questi pazienti, la valutazione dei cambiamenti nell’ “aspetto” dell’organo, nell’arco di un medio-lungo termine, può essere una valutazione clinica importante.

Nel referto di un’ ecografia renale vengono indicate le dimensioni dei reni, la loro morfologia (la forma) e lo spessore della componente “parenchimale”, cioè del tessuto del rene nella sua componente “corticale”. Lo stato del tessuto corticale, cioè che “avvolge” in rene, deve essere osservato in quanto espressione indiretta della corretta funzionalità dell’organo.

Viene inoltre descritta la presenza di eventuali formazioni litiasiche (calcoli) o di lesioni nodulari. In particolare, l’ ecografia renale permette di analizzare la natura dei noduli e di distinguere tra lesioni di tipo solido e liquido, di natura benigna o maligna. Ciò avvalendosi anche dell’ausilio del Color e del Power Doppler che permettono di valutare con esattezza la vascolarizzazione di eventuali patologie nodulari ed orientare verso il tipo di diagnosi di natura benigna o maligna.
In base a tale diagnosi, sarà poi possibile indirizzare il paziente verso ulteriori  eventuali approfondimenti diagnostici quali TAC, Risonanza Magnetica o cistoscopia.

Infine, grazie all’ ecografia renale , può che essere individuata un’eventuale dilatazione delle cavità calico-pieliche (la porzione del rene che raccoglie l’urina), dilatazione che spesso è presente dopo una colica renale per ostruzione al deflusso dell’urina in vescica.

Ecografia Renale: preparazione

L’ ecografia renale necessita, per essere eseguita, di 6-8 ore di digiuno e di una breve preparazione intestinale per limitare la quantità di aria nell’intestino che possa ostacolare l’indagine.

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Due parole sull'autore

ilariastaltari@laboratorionomentano.it'

Ilaria Staltari

Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con il massimo dei voti, la dott. ssa Ilaria Staltari si sta specializzando presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” in “ Radiodiagnostica”. Svolge la sua attività clinica prevalentemente sull’imaging addominale e gastrointestinale nelle sezioni di TC multistrato (64 s), Risonanza Magnetica (1.5 e 3 T) ed ecografia. Ha partecipato come autore alla pubblicazione di abstract ed articoli sulle malattie gastrointestinali ed in particolare sulla malattia di Crohn.