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Elettrocardiogramma (ECG): tutto quel che c’è da sapere

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December 3, 2013

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Elettrocardiogramma (ECG): tutto quel che c’è da sapere

L’ Elettrocardiogramma – in breve ECG – nasce all’inizio del ’900 per merito di un fisiologo olandese, Willem Einthoven. Di fatto l’ elettrocardiogramma a 12 derivazioni è la metodica diagnostica strumentale più antica ed ancora utilizzata. Non solo, gli studi di elettrocardiografia continuano a produrre nuovi dati, nuove evidenze e forniscono ancora informazioni nuove sull’attività del nostro cuore. E’ affascinante sapere che un esame che ha compiuto oltre 100 anni di vita, ancora ci riserva nuove opportunità diagnostiche.

Che cos’è l’ elettrocardiogramma ?

L’ elettrocardiogramma (ECG) è la registrazione grafica dell’attività elettrica del cuore. Di facile esecuzione, l’ elettrocardiogramma rappresenta elettrocardiogrammal’esame più comune che offre al medico preziose indicazioni sullo stato attuale del cuore. La durata complessiva  dell’esame è in genere di qualche minuto, mentre il periodo di registrazione dei battiti cardiaci è standardizzato a circa 10 secondi. E’ un esame non invasivo, non pericoloso né doloroso.

Nello specifico, l’ elettrocardiogramma è l’esame con cui si valutano le variazioni elettriche che si verificano durante l’attività cardiaca. Queste variazione elettriche vengono rappresentate dalla macchina su di un grafico sotto forma di onde. Ciascuna onda è rappresentativa di una precisa fase del ciclo cardiaco e la morfologia delle onde, la loro presenza o meno, e la loro ampiezza forniscono informazioni circa:

  • i disturbi del ritmo cardiaco (aritmie);
  • la propagazione dell’impulso elettrico attraverso le fibre muscolari del cuore (turbe della conduzione);
  • lo stato di benessere o di sofferenza del muscolo cardiaco provocato da malattie delle coronarie (ischemia), dalle altre malattie che colpiscono il cuore o che coinvolgono il cuore (ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, pericardite, cardiomiopatie, malattie del pericardio, etc.).

In sintesi, la lettura dell’ECG aiuta i clinici a determinare il modo con cui si diffonde lo stimolo che “segna i passi” del cuore, lo stato del sistema di fibre che diffonde lo stimolo a tutto il muscolo cardiaco e le condizioni del muscolo in esame.

Quali malattie può rivelare ?

L’ elettrocardiogramma viene eseguito nel contesto della visita cardiologica. Serve a confermare o meno le malattie sospettate durante la visita oppure passate inosservate, silenti e diagnosticate casualmente. Mediante un elettrocardiogramma è possibile valutare:

  • la frequenza cardiaca e la sua regolarità
  • la presenza di ingrandimenti del cuore in toto o di alcune sue parti
  • la comparsa di sofferenza ischemica di una o più zone del cuore o la loro morte
  • l’origine di disturbi quali la palpitazione o la fugace perdita di conoscenza.

Le malattie cardiache nelle quali l’ECG è determinante dal punto di vista diagnostico sono:

  • cardiopatia ischemica nelle sue varie forme cliniche
  • infarto miocardico
  • aritmie
  • disturbi di conduzione
  • malattie delle valvole cardiache
  • scompenso cardiaco.

L’ elettrocardiogramma serve ad evidenziare la presenza di sofferenza coronarica sia negli stati acuti, come l’infarto, in cui le alterazioni del tracciato ECG sono abitualmente più clamorose e precise, sia negli stati cronici in cui si hanno modificazioni elettrocardiografiche significative che permettono, al cardiologo, di precisare la diagnosi e orientare la terapia.

Inoltre l’ECG permette di valutare lo stato del muscolo cardiaco in corso di svariate malattie (arteriosclerosi, ipertensione arteriosa, anemia, malattie della tiroide, diabete, ecc.), in conseguenza a squilibri elettrolitici o a intossicazioni farmacologiche.

Va precisato però che un elettrocardiogramma normale non permette di esclude in assoluto la presenza di una malattia di cuore.

A volte l’ECG basale può non essere sufficiente per formulare la diagnosi di malattia del cuore perché i sintomi non sono presenti né rilevabili durante la visita, come può accadere per le palpitazioni. Il sintomo deve essere presente al momento della registrazione dell’ECG per confermare o escludere una diagnosi di patologia cardiaca.

Viceversa, in assenza del sintomo, una registrazione negativa può sottolineare una situazione di falsa normalità anche in presenza di cardiopatia.

Come si esegue un elettrocardiogramma ?

L’ elettrocardiogramma è un esame indolore che non richiede alcuna manovra invasiva né la somministrazione di alcun farmaco. Richiede l’esposizione completa del torace del paziente e, ove possibile, la rimozione di orologio e calze.

Si effettua usando l’elettrocardiografo e applicando dieci elettrodi (rilevatori di corrente) sulla cute: quattro ad ognuno degli arti e sei sul torace in posizioni standard. Attraverso gli elettrodi l’elettrocardiografo raccoglie l’attività elettrica del cuore che affiora alla superficie del corpo e, amplificandola, la registra in dodici tracce segnate su carta. L’impulso cardiaco registrato permette di osservare il cuore da posizioni diverse (come se si facessero allo stesso cuore dodici fotografie ciascuna da un’angolatura diversa).  La valutazione globale del tracciato elettrocardiografico permette di avere una visione d’insieme del cuore (è come se attraverso i dodici fotogrammi diversi si ricostruisse una visione tridimensionale generale del cuore).

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Due parole sull'autore

antoniosaponaro@laboratorionomentano.it'

Antonio Saponaro

Il dottor Antonio Saponaro si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e specializzazato in Cardiologia presso la seconda Facoltà di Medicina dell’Università “Sapienza” di Roma. E’ in servizio presso il reparto di cardiologia del Policlinico Militare “Celio”. Svolge la sua attività professionale presso il Poliambulatorio Specialistico Nomentano ed in altri ambulatori romani. Ha al suo attivo alcune pubblicazioni sul Giornale di Medicina Militare e su Minerva Cardiologica.