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Il soffio al cuore

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July 23, 2012

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Il soffio al cuore

Uno dei principali motivi che portano bambini, ragazzi e ragazze adolescenti, giovani atleti e non solo a sottoporsi ad una visita cardiologica e’ il riscontro, spesso occasionale durante un check-up di qualsiasi natura (medicina dello sport, visite pediatriche, controlli da parte del curante, etc.), di un soffio cardiaco detto anche soffio al cuore.

La notizia piomba come un fulmine a ciel sereno a minare la serenità di mamme e papà, sempre comprensibilmente apprensivi nei confronti dei loro figli, oppure può giungere, inaspettata, ad un anziano signore che lamenta affanno da qualche settimana.  Nel  primo caso, quasi sempre i genitori recupereranno la loro serenità in brevissimo tempo, dopo essere stati tranquillizzati dallo specialista sull’assoluta benignità del reperto; nel secondo caso, con tutta probabilità, grazie al riscontro del soffio cardiaco e agli accertamenti che ne conseguiranno, il paziente con un’adeguata terapia (medica o chirurgica) risolverà o quantomeno allevierà il suo sintomo.

Soffio al Cuore o Soffio Cardiaco: cos’è ?

Cominciamo col fare un po’ di chiarezza sul termine soffio cardiaco. Il soffio al cuore non e’ di per se una malattia e non e’ nemmeno un

soffio al cuore soffio cardiaco

Circolazione del Sangue nel Cuore

sintomo, tanto e’ vero che chi ne e’ portatore il più delle volte non sa di averlo. Il soffio e’ semplicemente un rumore udibile auscultando il cuore con uno strumento detto fonendoscopio (letteralmente “esplorare i suoni che provengono dall’interno”). In realtà, per completezza e chiarezza, bisogna precisare che i rumori da soffio non si producono solo all’interno delle camere cardiache, ma possono generarsi in qualsiasi condotto in cui il sangue scorra ad una certa velocità (arterie carotidi, arterie femorali, arterie renali, aorta, etc..).

Normalmente, il sangue scorre all’interno dei vasi sanguigni (arterie e vene) o delle camere cardiache (atri e ventricoli) con un flusso definito “laminare”. In altre parole, e’ laminare lo scorrere di un liquido attraverso condotti con pareti lisce e prive di ostacoli al flusso. Quando si verifica un aumento della velocità del flusso sanguigno o quando il sangue incontra un ostacolo alla sua progressione il flusso si trasforma da laminare a “turbolento” e genera quel rumore che in medicina e’ descritto come soffio al cuore. Per fare un paragone si provi a pensare all’acqua di un fiume che scorre nel suo letto e al rumore che si produce in prossimità di un grosso masso o di un repentino cambio di pendenza come una piccola cascata.

Soffio al Cuore: fisiologico o patologico ?

Fatta questa premessa possiamo classificare il soffio cardiaco in due grandi categorie: fisiologico o patologico. I soffi fisiologici, spesso definiti “innocenti”, sono quelli che si generano in particolari circostanze in pazienti quasi sempre giovani o giovanissimi e non sono espressione di una patologia cardiaca (aumento della gittata cardiaca negli sportivi, anemia, ipertiroidismo, ansia, gravidanza, febbre, piccoli rigurgiti valvolari). I soffi patologici, invece,  sono quelli che si generano in seguito alla turbolenza dovuta ad un ostacolo al normale flusso sanguigno per esempio in corrispondenza di una valvola cardiaca che si apre male (stenosi) o ad un grosso rigurgito di sangue causato da una valvola che non si chiude del tutto (insufficienza), oppure ancora in corrispondenza di un restringimento di un’arteria da parte di una placca aterosclerotica.  Un altro meccanismo con cui può prodursi il rumore da soffio al cuore e’ il passaggio di sangue attraverso piccoli fori di comunicazione tra camere cardiache che normalmente dovrebbero essere isolate tra di loro (per es. atrio destro-atrio sinistro, ventricolo destro-ventricolo sinistro, aorta ascendente-arteria polmonare) come accade in alcune cardiopatie congenite ( difetto inter-ventricolare, difetto inter-atriale, pervietà del dotto arterioso).

Cosa fare quando viene riscontrata la presenza di un soffio cardiaco?

Una percentuale elevata di soggetti adulti (sicuramente vicina al 50% di coloro che eseguono controlli periodici) ed ancor più elevata di soggetti giovani (circa 60%) evidenzia un soffio cardiaco temporaneo o permanente durante la propria vita. Nonostante ciò, il medico raramente riesce a tranquillizzare il paziente sulla probabile innocuità del fenomeno. La reazione più comune è un preoccupante “facciamo un’ecografia per verificare se c’è qualche problema“. È ovvio che un tale approccio psicologico è negativo e genera un’inutile apprensione fino al risultato finale dell’ecografia.

Qualora il pediatra o il curante non siano in grado di riconoscere il soffio al cuore come innocente o patologico occorrerà sottoporsi una visita cardiologica con elettrocardiogramma che, in molti casi, permette di dirimere ogni dubbio.

Solo se il cardiologo lo riterrà opportuno,  sulla base delle caratteriste auscultatorie del soffio e/o degli eventuali sintomi lamentati dal paziente, eseguirà un ecocardiogramma color-Doppler con il quale sarà possibile determinare con certezza la reale natura del soffio al cuore ed il meccanismo che lo genera. La prescrizione dell’ecocardiogramma deve essere sempre supportata da un fondato sospetto diagnostico.

Nel caso dei pazienti più piccoli, per esempio, bisogna sempre considerare che se il bambino sta bene, cresce regolarmente, e’ dinamico ed ha un’età superiore a 2 mesi, il soffio cardiaco, anche quello patologico, non sarà mai espressione di una grave malattia congenita del cuore in quanto tutti i bambini con cardiopatie congenite gravi (cioè con un cuore gravemente malformato dalla nascita) hanno sintomi eclatanti entro i primi giorni o al massimo entro i primi due mesi di vita.

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Due parole sull'autore

antoniosaponaro@laboratorionomentano.it'

Antonio Saponaro

Il dottor Antonio Saponaro si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e specializzazato in Cardiologia presso la seconda Facoltà di Medicina dell’Università “Sapienza” di Roma. E’ in servizio presso il reparto di cardiologia del Policlinico Militare “Celio”. Svolge la sua attività professionale presso il Poliambulatorio Specialistico Nomentano ed in altri ambulatori romani. Ha al suo attivo alcune pubblicazioni sul Giornale di Medicina Militare e su Minerva Cardiologica.