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Il crociato recuperato

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May 11, 2010

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Il crociato recuperato

Clicca e guarda il VIDEO – Dr. Fabio Sciarretta “Legamento Crociato Anteriore: dal trauma alla guarigione”

Al centro dell’articolazione del ginocchio vi sono due legamenti, i legamenti crociati, rispettivamente anteriore e posteriore, che hanno la funzione di impedire lo spostamento anteriore e posteriore della tibia rispetto al femore. Essi sono, quindi, responsabili del mantenere la stabilità del ginocchio. La notorietà del legamento crociato anteriore deriva dal fatto che esso viene maggiormente sollecitato durante le attività sportive e proprio durante gli sport si verificano la maggior parte delle sue rotture. La rottura del legamento crociato anteriore, nella gran parte dei casi, porta con sé altre lesioni a carico dei menischi o della cartilagine che riveste le superfici articolari del ginocchio e di tutte le articolazioni. Si tratta, quindi, di una lesione importante in grado di compromettere la stabilità del ginocchio e che  necessita di un attento piano di trattamento.

Rottura del Legamento Crociato

Quando tale rottura e’ totale, o comunque causa di frequenti cedimenti del ginocchio, la cura richiede un intervento chirurgico di ricostruzione. ginocchio legamento crociato anterioreNel caso in cui si decida di non sottoporre il ginocchio alla ricostruzione, si consiglia l’abbandono delle maggiori attività sportive. Il rischio nel praticare sport con una rottura del legamento crociato anteriore è quello di continuare ad avere distorsioni che possono portare, in alcuni casi e dopo circa molti anni, ad una precoce artrosi dell’articolazione.

Ma torniamo al momento del trauma: il ginocchio compie una torsione innaturale, viene superata la resistenza meccanica del legamento, esso cede e si rompe. In quel momento il paziente avverte, in genere, un “crack” ed assiste al cedimento del proprio ginocchio avvertendo un dolore immediato ed un possibile successivo gonfiore, che, nella realtà, è il responsabile del minor o maggiore dolore.

Legamento crociato anteriore: diagnosi di lesione totale

La diagnosi di lesione totale del legamento crociato anteriore si basa sull’esame obiettivo clinico eseguito dallo specialista: dopo un’accurata anamnesi, lo specialista può ricercare – nelle prime ore -l’emartro (presenza di sangue all’interno dell’articolazione) ed eseguire diverse manovre cliniche  che permettono di porre la diagnosi di rottura del legamento crociato anteriore: il test di Lachman, il test del cassetto anteriore, il jerk test o pivot shift. Con queste poche manovre, un chirurgo del ginocchio esperto, e’ in grado con certezza di porre diagnosi di rottura del legamento crociato anteriore o lassità anteriore del ginocchio.

A questo punto il chirurgo ortopedico spesso richiede la collaborazione di un medico radiologo esperto nello studio dell’apparato muscolo-scheletrico. Perché, come detto prima, la rottura del legamento crociato anteriore  nella maggioranza dei casi non e’ isolata.

La semplice radiografia, ma, ancora meglio, la risonanza magnetica nucleare consentirà di evidenziare lesioni ossee, lesioni dei menischi (che oggigiorno possono richiedere interventi delicati e complessi di sutura meniscale), lesioni della cartilagine (che oggi vengono affrontate in tanti modi, a seconda della loro estensione, dalla abrasione, alle radiofrequenze fino al trapianto di impianti o “scaffold” sintetici o cellule cartilaginee).

Operare il legamento crociato anteriore

risonanza magnetica nucleare rmn ginocchioCome si opera la rottura del legamento crociato anteriore? Le tecniche chirurgiche  che mirano a ricostruire il legamento crociato anteriore si eseguono attualmente in artroscopia, cioè tramite due piccole incisioni di circa 1 cm. che permettono, in una l’introduzione dello strumento ottico collegato alla telecamera che consente di osservare l’interno dell’articolazione e, nell’altra l’introduzione di tutti quegli strumenti miniaturizzati usati durante l’intervento. Nella maggior parte dei casi, si ricorre al prelievo di un tendine del paziente stesso. I tendini più comunemente utilizzati sono i tendini dei muscoli semitendinoso e gracile (di cui vengono prelevati  circa20 cmmediante un apposito strumento introdotto dal ginocchio che ripercorre il loro decorso lungo la faccia interna della coscia) che, suturati insieme, danno luogo a quattro fasci (prelievo quadruplicato) oppure la parte centrale del tendine rotuleo.  Il trapianto viene poi fatto passare all’interno dell’articolazione lungo il percorso che era proprio del legamento originale e quindi fissato al femore e alla tibia secondo diverse possibili tecniche.

Riabilitazione del ginocchio

Fino a qualche anno fa, dopo l’intervento l’articolazione del ginocchio veniva immobilizzata, un tempo in gesso più recentemente in un tutore. Oggigiorno ciò non è più sempre necessario, mentre è ancora obbligatorio graduare il carico sull’arto operato utilizzando le stampelle. Subito dopo l’intervento comincia però la riabilitazione. La riabilitazione del ginocchio operato di una ricostruzione del legamento crociato anteriore è essenziale per ottenere un buon risultato e viene effettuata secondo protocolli ben precisi al fine di consentire il corretto recupero dell’articolarità del ginocchio e la sua funzione fino al momento della ripresa della attività sportiva, Ciò comporta per il paziente un impegno costante nel compiere, inizialmente, esercizi per il rinforzo del tono muscolare degli estensori e dei flessori dell’articolazione e per il recupero del movimento dell’articolazione operata e, successivamente, la ripresa della corsa rettilinea e di esercizi, guidati dal preparatore, sport specifici.

L’impegno viene, però, ripagato: se ci si e’ applicati intensamente dopo quattro mesi si e’ in grado di iniziare a riprendere lo sport, circa un terzo del tempo necessario fino a soli pochi anni fa!

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Due parole sull'autore

fabiosciarretta@laboratorionomentano.it'

Fabio Sciarretta

Il Dott. Fabio Sciarretta è specializzato in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Chirurgo ortopedico, ha prestato servizio in qualità di dirigente sanitario presso l’Ospedale San Giovanni Battista di Roma, presso il Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Civile di Velletri e presso l’Ospedale Israelitico di Roma. Svolge attualmente la sua attività professionale presso diverse case di cura romane. E’ stato relatore in oltre 40 congressi nazionali ed internazionali ed ha al suo attivo 38 pubblicazioni.