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Traumatologia del calcio: il fallimento dei legamenti

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March 12, 2012

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Traumatologia del calcio: il fallimento dei legamenti

Clicca e guarda di VIDEO – Dr. Fabio Sciarretta “Legamento Crociato Anteriore: dal trauma alla guarigione”

Il calcio – è esperienza comune – può essere responsabile di numerosi traumi in grado di provocare la rottura dei legamenti del ginocchio o della caviglia.

Una brutta caduta, un salto sbagliato. un contrasto di gioco ma, più frequentemente, una brusca decelerazione od un improvviso cambio di direzione del calciatore possono provocare la rottura del legamento crociato anteriore e, con minore frequenza, del legamento crociato posteriore, responsabili, più il primo del secondo, della stabilità del ginocchio.

Il legamento crociato anteriore e posteriore

Gli ultimi studi hanno stabilito che tali lesioni sono più frequenti nelle categorie dilettantistiche ed amatoriali piuttosto che nei giocatori legamenti del ginocchio legamento crociatoprofessionisti e più frequenti nelle calciatrici che nei calciatori. Nel primo caso ciò è  dovuto al minor lavoro svolto come preparazione, alla diversa forma fisica e alla variabile e diversa natura e condizione del terreno di gioco. Nel caso delle giocatrici entrano, invece, in gioco fattori diversi: la diversa conformazione muscolare e scheletrica, la più elevata lassità articolare e la componente ormonale. La traumatologia è in assoluto assai spesso la conseguenza di una scelta errata del tipo di scarpe più adatte allo specifico campo di gioco.

L’esperienza di decenni ci ha insegnato che i legamenti crociati rotti, responsabili di ripetuti cedimenti e di una instabilità recidivante dell’articolazione interessata, accompagnata da  frequenti dolori e versamenti articolari, devono essere riparati. Infatti, se non si interviene in tempo, l’articolazione va incontro ad un progressivo deterioramento, con usura delle superfici  cartilaginee che compongono l’articolazione, generando, in un periodo variabile di 10-15 anni,  un’artrosi dell’articolazione.

Effettuata la diagnosi mediante una visita specialistica ortopedica e, qualora necessario, confermata da un radiologo esperto di risonanza magnetica, l’operazione viene eseguita in artroscopia e prevede di sostituire il legamento rotto con altri tendini prelevati attraverso una breve incisione di1 cmoppure mediante sostituti sintetici e consente al calciatore di ritornare in campo entro 4-5 mesi dall’intervento.

Leggi anche l’articolo Il Crociato Recuperato

I legamenti della caviglia

Una caduta all’indietro, un arresto improvviso, un cambio di direzione od un contrasto in cui la caviglia venga forzata in una rotazione verso l’interno con la punta del piede spinta in equinismo (il cosiddetto movimento di “inversione”), causano, invece,  la lesione dei legamenti di stabilizzazione anteriori della caviglia, principalmente il legamento peroneo-astragalico anteriore e, con minor frequenza, nei puri movimenti di rotazione esterna, la rottura dei legamenti dell’articolazione che tiene insieme le estremità finali della tibia e del perone, la sindesmosi tibio-peroneale ed in particolare il legamento tibioperoneale anteriore. Anche in questi casi, ovviamente, si impone una diagnosi rapida, precisa e dettagliata. L’ortopedico, esperto in traumatologia dello sport, deve subito effettuare quelle manovre in grado di stabilire una valutazione quantitativa della gravità delle lesioni, che si traduce in scelte di trattamento radicalmente differenti. Ciò va sottolineato perché è, invece, molto frequente, nella mia pratica clinica, il riscontro di gravi instabilità legamentose di caviglia risultato di pregressi e ripetuti traumi, il più delle volte sottovalutati e non trattati adeguatamente.

Nelle lesioni di I e II grado, si ricorre alla crioterapia locale, il riposo articolare, l’immobilizzazione dell’articolazione in un taping funzionale o in tutori specifici con stabilizzatori laterali, assistiti dalla mobilizzazione attiva e passiva e da una ginnastica propriocettiva guidate da un fisioterapista esperto. Nel III grado, invece, il trattamento diviene chirurgico. Ed è soprattutto In queste lesioni dove la collaborazione fattiva tra ortopedico e radiologo diviene essenziale. Infatti, in mani esperte, un semplice esame ecografico può essere utile conferma dell’esame obiettivo e condividere la successiva necessità di effettuare esami di risonanza magnetica o radiografici dinamici sotto stress per accertare e confermare la rottura legamentosa, che troverà, in queste situazioni, risoluzione in un intervento mini-invasivo di artroscopia della caviglia e plastica dei legamenti laterali, che, ove possibile, saranno reinseriti sull’osso mediante utilizzo di speciali e millimetriche ancorette. Al termine dell’intervento si ricammina subito, protetti da un tutore, e si incomincia immediatamente il programma riabilitativo che diverrà, con il passare dei giorni, sport-specifico, con ripresa guidata degli allenamenti e della pratica sportiva normale.

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Due parole sull'autore

fabiosciarretta@laboratorionomentano.it'

Fabio Sciarretta

Il Dott. Fabio Sciarretta è specializzato in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Chirurgo ortopedico, ha prestato servizio in qualità di dirigente sanitario presso l’Ospedale San Giovanni Battista di Roma, presso il Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Civile di Velletri e presso l’Ospedale Israelitico di Roma. Svolge attualmente la sua attività professionale presso diverse case di cura romane. E’ stato relatore in oltre 40 congressi nazionali ed internazionali ed ha al suo attivo 38 pubblicazioni.