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Olio di Palma: attenti alle arterie !

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February 2, 2015

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Olio di Palma: attenti alle arterie !

L’olio di palma è prodotto dai frutti della pianta Elaeis guineensis originaria dell’Africa ed oggi coltivata anche nelle zone tropicali del continente americano. Due sono le tipologie di olio di palma che si ricavano dai frutti o dai semi questa pianta: l’olio di palma grezzo e l’olio di palmisto.

L’olio di palma grezzo

L’olio di palma grezzo deriva dal mesocarpo (la polpa) dei frutti. Dopo la raccolta i frutti, sterilizzati con calore umido, vengono snocciolati e l’olio viene estratto per spremitura o centrifugazione. L’olio di palma grezzo presenta un colore rossastro a causa dell’elevato contenuto in carotenoidi, solido a temperatura ambiente ha un caratteristico sapore dolciastro. Prima di essere adoperato nell’industria alimentare, l’olio di palma subisce una serie di processi di raffinazione (deodorazione, neutralizzazione e decolorazione) in seguito ai quali i carotenoidi vengono inattivati dal calore.

È una delle principali fonti naturali di tocotrienolo (molecola antiossidante) e contiene elevate quantità di vitamina K e magnesio. Pur essendo un

olio di palma

Percentuale di acidi grassi nell’olio di palma

grasso liquido, l’olio di palma, come le carni e i grassi animali, è molto ricco di acidi grassi saturi a lunga catena ed infatti a temperatura ambiente ha una consistenza solida simile alla sugna. In particolare l’olio di palma è molto ricco di acido palmitico un acido grasso saturo la cui molecola presenta 16 atomi di carbonio che oltre ad essere caratteristico dell’olio di palma è presente nel latte intero, nel burro e nei formaggi. Diversi rapporti dell’Organizazzione Mondiale della Sanità e numerosi studi scientifici hanno attribuito proprio all’acido palmitico un effetto aterogeno (una sostanza con effetto aterogeno stimola la formazione nella parete interna delle arterie di inspessimenti o placche contenenti colesterolo) e ipercolesterolemizzante, influenzana quindi negativamente la salute cardiovascolare e aumenta i rischi di coronaropatia. Anche l’American Heart Assosiacion consiglia di limitarne fortemente l’uso a tutti coloro che devono ridurre i livelli di colesterolo.

L’olio di palmisto

olio di palmisto

Percentuale di acidi grassi nell’olio di palmisto

L’olio di palmisto si ricava dai noccioli essiccati, macinati e pressati.

È molto ricco di acidi grassi a media catena ed in particolare di acido laurico che lo rende molto simile all’olio di cocco.

Anche il palmisto come l’olio di palma è solido a temperatura ambiente dato ll’elevato contenuto di acidi grassi saturi.

N.B. in blu acidi grassi SATURI, in rosso acidi grassi MONOINSATURI, in giallo acidi grassi POLINSATURI

L’utilizzo dell’ olio di palma

A causa del basso costo di produzione e del buon sapore, l’olio di palma è largamente adoperato nell’industria alimentare dolciaria e grazie all’alto punto di fumo è utilizzato anche per friggere. L’olio di palmisto in campo alimentare è impiegato al pari dell’olio di palma per glasse, canditure e farce a base di cacao, ma trova impiego anche nella produzione di saponi e detersivi.

Per anni la presenza dell’olio di palma negli alimenti è stata mascherata con la generica dicitura “grassi e/o oli vegetali” ma dal 13 dicembre 2014 la norma europea impone di indicarne chiaramente la presenza in etichetta.

I consumatori sono sensibilizzati sul tema e sono a conoscenza della mediocre qualità dell’olio di palma come testimonia la massiccia adesione alla petizione a favore della sua abolizione. Proprio l’ampio numero di consensi che tale petizione ha raccolto ha portato alcune aziende a riformulare le ricette e a migliorare il profilo dei grassi adoperati.

Le aziende più attente alla qualità e al profilo nutrizionale dei loro prodotti già sceglievano di non adoperare l’olio di palma ma di impiegare burro, burro di cacao, olio di girasole, di mais e anche extravergine di oliva per dolci, snack e merendine.

In una nota della famosa catena di supermercati Esselunga si legge “La qualità, la sicurezza alimentare e gli aspetti salutistici sono naturalmente una priorità per Esselunga. L’apprensione che la questione dell’olio di palma sta generando nei consumatori impone delle scelte sia da un punto di vista produttivo che organizzativo, orientate a rassicurare il nostro Cliente. Esselunga, per i prodotti a marchio, si sta impegnando a non utilizzare olio di palma sostituendolo con oli vegetali alternativi o olio di palma certificato RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil)…”

La Heinz (proprietaria del marchio Plasmon) ha invece dichiarato che nei nuovi prodotti sarà adoperato olio di palma certificato RSPO solo “ quando non esiste una tecnica alternativa disponibile” optando inoltre per una soluzione eticamente sostenibile. L’azienda riconosce infatti che le coltivazioni non sostenibili di olio di palma mettono in ginocchio il patrimonio forestale e sono responsabili dei cambiamenti climatici e della scarsa biodiversità dei paesi produttori.

Della stessa autrice, leggi anche:

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Due parole sull'autore

Mariailaria Verderame

Mariailaria Verderame si è laureata con lode in Scienze Biologiche presso l’Università Federico II di Napoli e ha successivamente conseguito i titoli di Dottore di ricerca in Biologia avanzata e Cultore della materia per il Settore Scientifico Disciplinare BIO/06. Ha collaborato all’attività didattico-scientifica presso il Dipartimento delle Scienze biologiche della suddetta Università. L’interesse scientifico è da anni incentrato sulle problematiche relative alle interferenze alimentari di inquinanti ambientali ad azione xeno-estrogenica sulla sfera riproduttiva. Si è inoltre occupata della valutazione dello stato nutrizionale e riproduttivo a seguito di un regime alimentare di tipo biologico ricevendo un assegno di ricerca nell’ambito delle reti di eccellenze TEMASAV. Ha partecipato a numerosi Congressi nazionali e internazionali, a molteplici corsi di perfezionamento universitari e seminari di aggiornamento tecnico-scientifico in ambito nutrizionale. Vincitrice del premio Lisa de Conciliis 2013 “Ultime frontiere della biologia molecolare” conferito dall’Accademia di Scienze Fisiche e Matematiche in Napoli. È inoltre autrice di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste a diffusione internazionale.