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Acido Folico: un must per la gravidanza

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November 7, 2016

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Acido Folico: un must per la gravidanza

Acido Folico: l’assunzione costante da parte delle donne in età fertile permetterebbe di prevenire il 50‐70% dei casi di Spina Bifida e degli altri gravi difetti del tubo neurale
Infatti, l’acido folico è fondamentale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale (NTD), tra cui la spina bifida. Ancora oggi, solo il 30% delle donne attua la profilassi volontaria con acido folico, raccomandata dal momento in cui iniziano a programmare una gravidanza, che non si è dimostrata sufficiente a ridurre l’incidenza di queste patologie.

La Società Italiana di Neonatologia (SIN), durante il Congresso Nazionale 2016, ha messo in evidenza la necessità di incentivare l’assunzione di acido folico, anche attraverso alimenti fortificati.

Anomalie congenite del sistema nervoso centrale – SNC

Tra le più importanti e frequenti anomalie congenite del sistema nervoso centrale (SNC) vi sono i difetti del tubo neurale (NTD) rappresentati precipuamente da spina bifida, anencefalia ed encefalocele, gravi quadri patologici che si creano durante lo sviluppo embrionario, per alterazioni della chiusura del tubo neurale. Ogni anno, solo in Europa circa 5.000 feti sono affetti da spina bifida e, secondo stime dell’Istituto Superiore di Sanità, almeno 200 in Italia.

Con l’affinarsi delle tecniche ecografiche e dei programmi di sorveglianza prenatale, molti di questi casi vengono riconosciuti in utero e considerati per l’interruzione volontaria della gravidanza. Queste patologie possono essere incompatibili con la vita già in epoca neonatale, o estremamente invalidanti con esiti cognitivi e neuro‐motori: alterazioni del controllo degli sfinteri, manifestazioni epilettiche, difetti del tono muscolare e neurosensoriali, paralisi cerebrale. Il rischio di ricorrenza dopo un figlio affetto è del 3‐4% e arriva al 10% dopo 2 figli affetti.

Acido Folico: fabbisogno giornalieri

Il fabbisogno giornaliero di acido folico si aggira tra i 50 e i 200 mcg in base all’età, ma aumenta in gravidanza a valori compresi tra 400 e 800 mcg/die.

L’effetto protettivo si manifesta con dosaggi variabili (ottimali 0,4‐0,5 mg/die), assunti almeno un mese prima del concepimento e fino alla dodicesima settimana di gravidanza. Dosaggi anche maggiori potrebbero essere necessari per le donne a rischio. L’acido folico è essenziale per il funzionamento del sistema nervoso e per il midollo osseo. È fondamentale che l’embrione abbia a disposizione un adeguato apporto di acido folico fin dai primi giorni di gravidanza, periodo in cui inizia la formazione degli organi.

Acido Folico: gravidanza e dieta

Le donne che non programmano una gravidanza o che semplicemente attraversano una fase riproduttiva e non applicano maternità acido folico gravidanzamisure anticoncezionali, dovrebbero assumere acido folico quotidianamente, sin dall’adolescenza.  È noto che tutte le donne in età fertile dovrebbero seguire una dieta sana e bilanciata ricca di alimenti contenenti folati, come gli agrumi, le banane, il latte, le fragole, la frutta secca, il fegato, il lievito di birra, i legumi, le barbabietole, i cavoli, gli asparagi, gli spinaci e i cereali integrali, tenendo presente che se questi alimenti non vengono conservati o cotti in modo adeguato il contenuto di acido folico può ridursi.

Fortificare gli alimenti con acido folico

In maniera estremamente pragmatica nel 1998 negli USA, congiuntamente a programmi di informazione alla popolazione, si è imposta per legge alle industrie alimentari una fortificazione con acido folico di alcuni alimenti molto diffusi nella dieta americana, in particolare quelli a base di cereali.

Un recente report dei Centers for Disease Control and Prevention ha rilevato che dopo 16 anni, i tassi di NTD si sono ridotti del 35%, con circa 1.300 casi all’anno in meno, senza alcun rilievo di effetti indesiderati riferibili a questa strategia profilattica. Anche in Europa numerosi Stati hanno prodotto raccomandazioni per la prevenzione dei NTD con l’assunzione volontaria da parte delle donne di acido folico, senza tuttavia far tesoro dell’esperienza di oltre oceano, che dimostrava la scarsa efficacia di questa procedura.

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