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Menopausa: pensarci prima è una buona idea

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March 13, 2013

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Menopausa: pensarci prima è una buona idea

Per “menopausa fisiologica” s’intende un particolare momento nella vita di ogni donna in cui avviene la scomparsa spontanea del ciclo mestruale (ovvero il fenomeno inverso del menarca, cioè la comparsa della prima mestruazione). Si tratta dunque di uno specifico “momento” che avviene, tipicamente, tra i 45 ed i 52 anni. Alle volte, invece, il termine “menopausa”  viene usato impropriamente per indicare tutto il periodo del climaterio: quest’ultimo infatti è un “periodo” (e non un momento) variabile fino ad un massimo di 10 – 12 anni che si colloca a cavallo del momento della menopausa e che è caratterizzato da irregolarità mestruale ed ormonali, fertilità estremamente ridotta, alterazioni dell’umore e mutamenti dovuti all’invecchiamento dei tessuti.

Menopausa: sintomi e conseguenze

I primi sintomi dell’incipiente menopausa sono principalmente di natura vasomotoria (quali vampate di calore) e psicologica (sonno disturbato, ansia, depressione). Nella post menopausa, invece, i sintomi sono legati all’invecchiamento dei tessuti (secchezza della cute e delle mucose, capelli meno forti e lucenti) e, pian piano, si fanno evidenti le alterazioni metaboliche le quali rappresentano le conseguenze a lungo termine dello stato menopausale (ipercolesterolemia, insorgenza del diabete, ipertensione, aterosclerosi, osteopenia, osteoporosi, ecc.).

Un variabile rilevante – e specifica di ogni singola donna – nel determinare quali conseguenze si verranno veramente a manifestare è legata allo stile di vita adottato fino al momento della menopausa, a caratteristiche e predisposizioni ereditarie per le singole patologie ed al carattere ed alle peculiarità psicofisiche della persona. La buona notizie dunque è che non tutte le patologie descritte si manifesteranno necessariamente in ogni donna ma che addirittura potrebbero non manifestarsi affatto o farlo in modo limitato.

Come fronteggiare la menopausa ?

Lo stile di vita adottato è fondamentale: riduzione del fumo (in quanto accelera un invecchiamento dei tessuti in generale), alimentazione corretta intesa come “normocalorica” prediligendo frutta, verdure e zuccheri complessi e intensificazione dell’attività fisica, sono i cardini fondamentali. Quest’ultimo è un accorgimento spesso sottovalutato ma che è invece di primaria importanza in quanto la giusta elasticità e tono muscolari sollecitano le ossa a mantenersi in buona salute ed a perdere meno massa ossea possibile riducendo il rischio di osteopenia.

Il consulto con il proprio ginecologo, magari in occasione dei controlli annuali, può essere utile per valutare – in base al quadro clinico individuale ed alle personali esigenze terapeutiche, diverse da donna a donna – l’eventuale vantaggio nell’avviare una terapia adiuvante non ormonale (supplementazione di calcio, isoflavoni, ecc.) oppure una terapia ormonale sostitutiva.

Terapia ormonale sostitutiva

Quest’ultima soluzione è stata a lungo demonizzata ritenendo che la somministrazione di tali farmaci comportasse un aumento del rischio di tumori post menopausali (mammella in particolare). L’evidenza attuale ci dice invece che tali terapie, se condotte per periodi limitati ed in casi ben selezionati, possano essere di notevole vantaggio rispetto ai disturbi vasomotori e psicologici riducendo e ritardando nel contempo l’insorgenza dell’invecchiamento tissutale e delle alterazioni metaboliche.

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Due parole sull'autore

manuelasteffe@laboratorionomentano.it'

Manuela Steffe

Medico, specialista in Ostetricia e Ginecologia, da quindici anni svolge la sua attività principale nell’ambito dell’infertilità, della diagnosi alle terapie di 1° e di 2° livello. Co-autrice di 27 lavori originali pubblicati su riviste nazionali ed internazionali. Ha partecipato, quale relatrice, ad 11 congressi presentando lavori originali, tutti di interesse osterico- ginecologico. E’ Responsabile del Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita di 1° Livello presso il Laboratorio Clinico Nomentano.