Monday, May. 27, 2019

Osteoporosi: fattori di rischio e prevenzione

Pubblicato da :

|

August 7, 2013

|

in:

Osteoporosi: fattori di rischio e prevenzione

L’osteoporosi è una malattia scheletrica sistemica caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un’alterazione della microarchitettura del tessuto osseo. Quest’ultimo è un fenomeno questo  legato prevalentemente al processo di invecchiamento e che porta a un aumento della fragilità ossea e conseguente aumento del rischio di fratture (in particolare nelle zone del polso, delle vertebre e del femore prossimale)

Nella maggior parte dei casi la malattia colpisce le donne in menopausa, questo dipende in parte dal fatto che la donna possiede una minore massa ossa rispetto all’uomo e, secondariamente, dal fatto che, in menopausa, viene progressivamente a diminuire la concentrazione degli ormoni estrogeni determinando una perdita di massa ossea più precoce e maggiore nella donna rispetto agli uomini.

Osteoporosi: i fattori di rischio

Ci sono diversi fattori predisponenti all’insorgenza dell’osteoporosi:

  • menopausa precoce
  • comparsa tardiva del primo ciclo mestruale
  • asportazione chirurgica in età fertile delle ovaie
  • età avanzata
  • periodi prolungati di scomparsa del ciclo conseguenti ad alimentazione o nutrizione inadeguate (anorresia)
  • trattamento prolungato con alcune categorie di farmaci (ad esempio, diuretici, cortisonici, ormoni tiroidei, lassativi, antiacidi contenenti sali di alluminio)
  • prolungata immobilizzazione conseguente a ricoveri

In generale possono essere considerate “primitive” le forme post-menopausali e senili e osteoporosi “secondarie” quelle determinate da un ampio numero di patologie e farmaci.

L’osteoporosi è una patologia che sta acquisendo sempre più rilievo per l’aumento dell’età media della popolazione in generale nonché per l’aumentata aspettativa di vita della donna. Tra l’altro giova ricordare che circa una donna su due non sa di essere affette da osteoporosi ma, d’altro canto, la stessa mancanza di consapevolezza riguarda un uomo su cinque.

Osteoporosi e fratture

L’osteoporosi determina un aumentato rischio di fratture le cui conseguenze dal punto di vista dei costi socio-economici sono molto pesanti: in particolare le fratture del femore (tipiche di donne anziane) possono determinare una mortalità del 15-25%, ed una disabilità motoria che colpisce più della metà dei pazienti nell’anno successivo alla frattura. Solo il 30-40% di queste persone riprende autonomamente le attività quotidiane. Un problema simile è costituito dalle fratture vertebrali, spesso spontanee, la metà delle quali non sono diagnosticate e la cui incidenza è paragonabile a quella del femore.

Contrariamente a quanto si possa presumere, gran parte dei costi sociali e sanitari conseguenti all’osteoporosi e alle sue complicanze (ad esempio, fratture) non sono legati ai costi farmacologici (all’incirca pari al 20% dei costi totali), ma alle conseguenze di osteoporosi misconosciuta (invalidità transitoria e/o permanente, mortalità precoce e quindi evitabile, cura e riabilitazione, ecc.).

Osteoporosi: prevenzione con gli stili di vita

Per tentare di ridurre l’impatto sanitario e sociale di una patologia per lo più asintomatica progressiva e potenzialmente invalidante quale è l’osteoporosi, diventa prioritario perseguire un approccio di promozione della salute e di sensibilizzazione della popolazione sui vantaggi collegati all’adozione di stili di vita sani durante l’intero corso della vita.

Gli stili di vita che aiutano a prevenire l’osteoporosi, possono così essere sintetizzati:

  • garantire nel periodo della crescita un apporto adeguato alimentare di calcio (alimenti ricchi in calcio sono, ad esempio, latticini, broccoli, spinaci, fagioli, soia, salmone conservato, mandorle, ecc.)
  • favorire uno stile di vita non sedentario e praticare regolarmente attività fisica (anche leggera). Leggi anche: Osteoporosi: prevenirla con l’attività motoria
  • prevenire possibili cause di fratture (ad esempio domestiche) che possono incrementare la probabilità di sviluppo di osteoporosi su ossa già “fragili” (in particolare del femore)
  • evitare di fumare
  • favorire un’alimentazione adeguata in modo tale da evitare una struttura corporea gracile e un’evitabile eccessiva magrezza
  • garantire adeguati introiti alimentari di vitamina D
  • evitare l’abuso di alcol e/o caffè

Questa azioni di prevenzione devono cominciare quanto più precocemente possibile, soprattutto nell’adolescenza quando, ad esempio, l’apporto di calcio attraverso gli alimenti viene assorbito efficacemente dall’organismo e contribuisce attivamente al consolidarsi della massa ossea. Assumere regolarmente cibi che contengono calcio (ad esempio, il latte a colazione) garantisce una migliore performance dell’osso del soggetto adulto.

L’eccessiva magrezza va evitata, in quanto alla perdita eccessiva di peso si accompagna anche la rarefazione dell’osso con conseguente minore resistenza ed elasticità agli stimoli esterni, anche accidentali. Allo stesso modo andrà evitato il sovrappeso, in particolare nelle donne anziane, che sottopone a un incrementato rischio di frattura (anche spontanea, più frequentemente vertebrale e femorale).

Occorre ricordare che un’esposizione ai raggi solari nei periodi primaverili ed estivi, momenti in cui la pelle è più esposta ai raggi solari, incrementa la produzione e la disponibilità di vitamina D utile per il fissaggio del calcio alimentare alla massa ossea.

L’evidenza scientifica dimostra inoltre che l’abuso di alcol e il fumo sono fattori di rischio per lo sviluppo dell’osteoporosi. Inoltre nel soggetto già anziano ed osteoporotico bisognerà fare attenzione a evitare tutti quei fattori domestici (tappeti, calzature non idonee…) che possano creare intralcio alla deambulazione e favorire così le cadute accidentali.

Una gestione corretta del paziente prevede una visita medica con la raccolta della storia della persona (malattie, farmaci…) e l’esame clinico cui seguirà la prescrizione di analisi del sangue  ed esami diagnostici radiologici come la radiografia della colonna vertebrale dorsale e lombare e soprattutto l’esecuzione della mineralometria ossea computerizzata (MOC) esame principale nella valutazione della massa ossea.

Attraverso queste indagini lo specialista potrà valutare se e quando sottoporre il paziente a terapia farmacologica volta a contrastare la perdita di massa ossea ma sicuramente cercherà di intraprendere un percorso che coinvolga il paziente nel seguire uno stile di vita più sano per le sua massa ossea.

Leggi anche: Come prevenire le cadute

Share

Condivi questo articolo:

Potrebbero anche interessarti:

Ciclina D3: se non c’è, i muscoli resistono di più
Distrofia muscolare di Duchenne: identificato nuovo meccanismo
Artrite: scopriamo vera causa dell’infiammazione

Due parole sull'autore

annoscia@laboratorionomentano.it'

Claudia Annoscia

La Dr.ssa Claudia Annoscia si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con il massimo dei voti e nel medesimo ateneo ha conseguito la specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Ricambio presentando una tesi sperimentale dal titolo “Obesità ed Osteoporosi: Quale Relazione?”. Ha successivamente conseguito un Master in Prevenzione e Assistenza al Sovrappeso, Obesità e Disturbi dell’Alimentazione. Ha collaborato con la Cattedra di Endocrinologia e Medicina Interna dell’Università di Roma “La Sapienza“ presso il Policlinico Umberto I ed altre strutture della Capitale. Attualmente svolge la sua attività professionale presso il Centro disturbi del comportamento alimentare ”Villa Pia” – Italian Hospital Group – di Guidonia e nell’ambito della Branca di Endocrinologia dello Studio Medico Polispecialistico Cappuccini di Monterotondo.