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L’ Edema Linfatico degli arti inferiori

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October 11, 2011

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L’ Edema Linfatico degli arti inferiori

Gonfiore agli arti inferiori, prurito, arrossamento, formicolio, pesantezza e dolore alle gambe sono i sintomi che maggiormente vengono riferiti da chi è affetto da disturbi più o meno gravi di circolazione agli arti inferiori. L’ Edema Linfatico o Linfedema potrebbe essere la malattia che si nasconde dietro a questi sintomi.

Il sistema circolatorio linfatico

Oltre al sistema circolatorio arterioso, che porta sangue ossigenato dal cuore ai tessuti (il tessuto non è altro che un insieme di cellule: il tessuto muscolare è formato da cellule muscolari, il tessuto adiposo dalle cellule adipose,…), e quello venoso, che trasporta il sangue privo di ossigeno, saturo di anidride carbonica e di altri metaboliti  al cuore, esiste un terzo sistema circolatorio: quello linfatico, meno conosciuto ma altrettanto importante per il nostro organismo.

Il sistema circolatorio linfatico nasce negli spazi presenti tra le cellule di tutti i tessuti e si organizza in una minuscola, ma vasta e complessa ramificazione di canalicoli e condotti che decorre dalla periferia (le cellule dei tessuti che formano il corpo umano) verso il centro (il cuore) e in questo suo decorso diviene di dimensioni via via maggiori fino a creare un grosso “collettore” di linfa, il più grande del sistema linfatico, denominato “dotto toracico”, che è situato nel torace e sbocca a sua volta in una grossa vena del torace (la vena succlavia di sinistra), chiudendo così un vero e proprio “circuito idrodinamico” che è il nostro sistema vascolare.

Compito del sistema circolatorio linfatico è quello di trasportare liquidi e proteine dagli spazi presenti tra le cellule che formano il nostro corpo al cuore. Il sistema circolatorio linfatico svolge anche un’importante funzione di difesa immunitaria contro aggressioni esterne (insetti, corpi estranei).

Il trasporto della linfa attraverso i condotti linfatici avviene grazie a meccanismi diretti e indiretti. I meccanismi “diretti” sono garantiti dalla muscolatura insita nella parete dei condotti (vasi) linfatici che, contraendosi, “spingono” la linfa verso il cuore. I meccanismi “indiretti” sono: la “pompa muscolare”, che “spreme” i condotti linfatici che passano nei muscoli durante la contrazione di questi ultimi, permettendo così alla linfa di avanzare verso il cuore; l’attività di pompa del cuore, che durante la sua contrazione (sistole), trasmette le sue pulsazioni alle arterie e queste, a loro volta, trasmettono pulsazioni ai condotti linfatici che vi scorrono vicino, favorendo così il movimento della linfa; l’attività respiratoria, durante la quale la cassa toracica, nella fase dell’inspirazione, “aspira” la linfa nel torace (si pensi al comune meccanismo della “suzione”); la “pompa articolare”, meccanismo attraverso il quale i capi ossei che formano le nostre articolazioni, muovendosi spingono la linfa verso il cuore, sia durante la loro mobilizzazione attiva, cioè volontaria (movimento di un braccio o di una gamba), che durante quella passiva, o involontaria (si pensi alla mobilizzazione di un arto paralizzato da parte dei fisioterapisti).

L’ edema linfatico

Con il termine “edema”, si intende un accumulo patologico di liquidi negli spazi presenti fra le cellule dell’organismo. Esso si caratterizza in quello stato che viene comunemente denominato “gonfiore”. L’ edema linfatico o linfedema è quello causato da un’infiltrazione di liquidi e proteine a livello cutaneo e sottocutaneo, come conseguenza di un’insufficienza linfatica che può trovare diverse cause. In primis, da un’aumentata produzione di linfa da parte dell’organismo come in caso di traumi, interventi chirurgici e trombosi venosa: in questo caso il sistema circolatorio linfatico non riesce a drenare la linfa prodotta poiché in quantità superiori alle sue capacità di trasporto. Altre cause di edema linfatico o linfedema sono: l’alterazione dei condotti stessi, come in caso di malformazioni dalla nascita oppure paralisi della muscolatura dei condotti linfatici; la mancata funzionalità dei meccanismi indiretti descritti in precedenza.

L’ edema linfatico che si accumula tra le cellule provoca un aumento dello spazio tra di esse, ciò causa una loro cattiva ossigenazione e la formazione di quantità sempre maggiore di tessuto connettivo tra le cellule stesse, la cosiddetta “fibrosi”, che a sua volta impedisce una adeguata ossigenazione dei tessuti e altera la fine organizzazione del sistema circolatorio linfatico. All’inizio della malattia, infatti, l’ edema linfatico si presenta molle alla palpazione, ma dopo un periodo superiore alle quattro settimane il processo patologico si complica con la fibrosi, formandosi così un edema duro alla palpazione, che aggrava ancor più il trasporto della linfa.

Diagnosi e terapia dell’ edema linfatico

Dato il quadro complesso dell’ edema linfatico , viste le sue molteplici cause, il medico deve valutare il paziente nel suo insieme prima di poter fare diagnosi. In particolare, indagini cliniche (visita accurata) e strumentali per valutare la funzionalità cardiaca (ecocardiogramma) ed indagini ematochimiche (per lo più: valutazione della funzionalità renale ed epatica, la quantità di cellule del sangue rispetto alla componente liquida di quest’ultimo, la quantità di proteine in esso contenuta), che ci permettono di escludere edemi di origine diversa (renale, cardiaca, discrasica …).

L’ecocolordoppler delle arterie e delle vene periferiche ci permette di eseguire uno screening dei sistemi circolatori arterioso e venoso. Alcuni linfedemi infatti sono sostenuti e peggiorati da trombosi venose profonde (flebedema) o fistole artero-venose (comunicazioni tra arterie e vene) che l’ecocolordoppler sicuramente metterà in evidenza. Potrà quindi l’ecocolordoppler delle arterie e delle vene indirizzare precisamente sul tipo di disturbo circolatorio e valutare l’eventuale concomitante presenza di più alterazioni circolatorie e scegliere così la migliore strategia terapeutica.

Edema Linfatico: dieta corretta

La terapia dell’ edema linfatico o linfedema consiste in un regime dietetico ipocalorico, ipoproteico, iposodico, farmaci (per lo più diuretici, ma anche antibiotici ed antinfiammatori), corretta idratazione (bere molta acqua), terapia elastocompressiva (“calze elastiche”), il movimento attivo e passivo degli arti e la massoterapia (massaggi “linfodrenanti”).

A tal proposito, leggete anche l’articolo “Edema Linfatico: Quale dieta?”

Le complicanze dell’ edema linfatico: linfagite e cellulite

L’ edema linfatico può favorire il manifestarsi di infezioni cutanee: si tratta della “linfangite”, che si manifesta con febbre a volte anche molto elevata, dolore locale e arrossamento cutaneo, a volte distribuito a chiazze, altre volte in forma di strisce, o anche con un interessamento uniforme di tutta la cute dell’arto interessato, che nella maggior parte dei casi assume tipicamente l’aspetto “a colonna” o “a zampa di elefante” (la coscia e la gamba non hanno più le loro curve fisiologiche). In questi casi la terapia antibiotica e misure accurate di igiene cutanea sono presidi imprescindibili.

Altra complicanza è l’ edema “lipoideo” chiamato genericamente “cellulite”, in cui si assiste ad un aumento delle cellule adipose con loro degenerazione ed alterazione con aumento abnorme degli spazi tra le cellule stesse, cui segue un accumulo sempre maggiore di linfa. La terapia più adeguata in questi casi prevede un regime dietetico ipocalorico, presidi farmacologici locali e generali che possono variare a seconda dei casi, terapia elastocompressiva ed il drenaggio linfatico manuale (massoterapia “linfodrenante”).

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Due parole sull'autore

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Marco Decuzzi

Il Dr. Marco Decuzzi, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Bari, e successivamente si è specializzato in Chirurgia Vascolare ed anche in Medicina Nucleare con il massimo dei voti e la lode. Ufficiale Medico dell’Esercito, assistente di reparto di chirurgia vascolare presso il Policlinico Militare di Roma “Celio”, ha conseguito il diploma nazionale di ecografia clinica Siumb (Società Italiana di Ecografia in Medicina e Biologia), ed ha frequentato il corso specialistico di EcocolorDoppler Siumb, il corso di ecografia di medicina di base Siumb, e si è perfezionato in dietetica e dietoterapia presso l’Università degli Studi di Padova. Ha al suo attivo 40 pubblicazioni in riviste nazionali ed internazionali su argomenti di ecografica clinica e diverse presentazioni sui medesimi temi in congressi nazionali ed internazionali. Presso il Poliambulatorio Specialistico “Laboratorio Clinico Nomentano”, svolge la sua attività professionale nell’ambito del Servizio di Radiologia per quanto attiene la diagnostica ecografica angiologica e vascolare.